Via Boma – Diff: 5c (3 lunghezze) zona Muro dei Misteri, dopo la diga e prima della galleria
Via Houston il futuro – Diff: 6b max (8 lunghezze) zona Pilastri del Lago, dopo la diga e dopo la galleria

Memore delle belle placche appoggiate e della roccia ruvida, dopo un’intera giornata dedicata alla Mello Valley, con quella famosa via (La Spirale) che non ero riuscita a fare a causa del secondo tiro bagnato e scivoloso, domenica ho fatto l’ultimo giro sopra i 1000 mt prima dell’arrivo del famigerato Autunno.
Le pareti a destra della diga attrezzate a Campo Moro rimangono in ombra per buona parte della mattinata per cui, ascoltando il consiglio del Rampik che ammoniva a prendersela comoda, abbiamo attaccato la prima delle due vie verso mezzogiorno e scalato fino alle 18.00.
Nonostante il sole il clima era freschino e si stava bene con la manica lunga…
La Spirale mi rimarrà ancora sullo stomaco fino al prossimo anno visto che neppure questa volta sono riuscita ad attaccarla (il primo tiro era infatti per metà coperto dalle acque del lago).
Subito prima della galleria posta dopo la diga, sopra la quale sale La Spirale, guardando a destra e salendo dritti nel pratone si trova Boma: una bella, piuttosto semplice e divertente via che, purtroppo, si interrompe dopo tre tiri. Tutta placca ruvida, a risalti, e onestamente spittata.
Dopo la galleria, oltre il bel diedro che caratterizza la partenza di Turbina, vi è un muretto leggermente strapiombante e un po’ scivoloso. Il primo tiro, con partenza un po’ atletica, è lungo solo 15 mt, in quanto poi, a partire dalla seconda lunghezza, la linea della via piega decisamente a destra per salire su delle belle placche, anch’esse semplici ma non banali. Per salire in maniera agevole, infatti, è a volte necessario spostarsi un po’ dalla linea della spittatura, per seguire le “onde” lavorate dall’antico ghiacciaio nella roccia.
Gli ultimi due tiri sono al di sopra di una larga cengia erbosa, sovrastata da un grande masso (vedi foto di gruppo). Lì, a causa dell’apertura di altre vie sulla parete, è facile (soprattutto se, come noi, senza relazioni) prendere l’uscita sbagliata. L’uscita di Houston (che Rampik mi aveva fatto provare durante lo scorso soggiono nella Malenco Valley) è quella più a destra e consiste in un delicato passo chiave di 6b+ in placca.
Questa volta ho preso l’uscita accanto: un’estetica lama di 6a, da percorrere volendo ad incastro di spalla, che ho scoperto poi essere il penultimo tiro della via ViaVai (Rossi, Parolini, 2005).
Il paesaggio, stando su queste placche, è sempre mozzafiato… come si evince anche dalle foto.
Salita divertente e tante risate

Boma

 

Houston

 

Houston

 

Marco in un mare di granito

 

Raffo sulla penultima lunghezza

 

… e Riki sulla stessa, in poisa da Alp Magazine!

 

Boma, prima lunghezza

Condividi