Sarà stato perchè tutti, o tanti, erano al lavoro. O perchè c’era un amico speciale e a quattro zampe. O ancora perchè la neve orobica, ad aprile, è un vero lusso. Oppure semplicemente perchè quell’essere soli in quel candore senza fine, un cellulare isolato e il non aver svelato a nessuno la meta, salendo su una strada di ghiaccio, senza rumori tutt’intorno, mi ha fatta sentire un po’ into the wilde. Mi sono immaginata, con la mia tavola al seguito (quasi fosse la slitta con i viveri), attraversare l’infinita Groenlandia, passo dopo passo, solco dopo solco, orma dopo orma. L’ho immaginato, è vero. Un sogno ad occhi aperti. Ma uno splendido sogno di libertà. Quella spensieratezza trovata così inaspettatamente a due passi da casa… Perchè ci vuole poco a volte. Basta poco, cantava Vasco. Basta niente, dico io.
Sono bastati la neve, una giornata di sole, l’aria tiepida primaverile che faceva a pugni con i sogni artici che mi pervadevano e offuscavano la mente, il cane giusto che si è presentato di sua sponte alla macchina per salire fino in vetta, la persona giusta con cui condividere l’emozione, i pensieri ed i sogni più consoni nella testa. Ed ecco fatta la magia. Quella di ogni volta. Quella che un passo falso potrebbe di colpo cancellare, per sempre. Ma ne è valsa la pena, questa volta, come ogni singola volta.

Basta poco…

Ta’

 

 

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