Canale di misto, poca neve
Diff: AD, passaggi di IIgr. su roccia
Lungh: 300 mt
Pendenza: 65° max

Ci sono esperienze, belle esperienze, che ti fanno capire quanto la vita valga la pena di viverla, fino in fondo. Senza esagerare, senza sfiorare il proprio limite, quello mai. Ma con la voglia, quello sì, di spingersi sempre un passettino più in là.
Ci sono momenti che ripagano di tutto.
Di ogni fatica, di ogni goccia di sudore, di ogni lascrima versata, di ogni sguardo torvo e di ogni insulto.
Attimi in cui ringrazi il cielo perchè ti ha fatta così strana, così diversa, così maschiaccio, così distante da come gli altri ti vorrebbero e così vicina a come vorresti essere.
Ed è bello essere lì, vicina fisicamente a chi condivide il tuo modo di vivere, anni luce distante da chi ti vorrebbe chiusa in qualche centro commerciale a guardare ciò che non possiedi. Invece, qua, nel nulla, sei padrone del tutto.
La montagna dà tanto, senza regalare. E forse è proprio questa la parte più bella.

Ta’

Luca durante l’avvicinamento

 

Il canale, povero di neve, visto dal basso

 

nel canale

 

Durante un tiro di corda, passaggi su roccette scoperte

 

Quasi in uscita

 

Creste della Presolana Orientale

 

Quasi sul visolo

 

Sole…

 

La discesa dalle creste, vista dalla vetta del Visolo

Ritrovo ore 7,00 a Bergamo. E’ tardi, ma tanto dobbiamo fare una cosa veloce.
Ci crederemo, fino all’ultimo… o almeno fino all’uscita del canale, accorgendoci che le creste non sono poi così veloci da fare.
Al Passo si comincia a salire verso il bivacco, spostandoci subito dopo la Baita Cassinelli sul sentiero estivo, percorribile in quanto la quantità di neve è davvero esigua.
Tagliamo subito sù per i pendii appena arriviamo sotto le pareti giallastre della Orientale e, arrivati all’attacco, siamo già cottarelli (come sempre gli avvicinamenti in Presolana sono massacranti!).
Un po’ di the caldo e siamo pronti. Guardando non c’è molta neve, un po’ di rocciaèe scoperta. Superato lo zoccolo iniziale ci si addentra nel canale che diventa via via più impegnativo.
Si avanza, si trova un salto, si torna indietro di tre passi, si cambia direzione, si risale dall’altra, si continua. La neve è davvero poca e non dura, ma le picche infilano le loro becche piuttosto bene e i ramponi affondano, creando peste profonde e sicure.
Al primo salto di roccia troviamo un cordino. E’ il momento di imbragarsi. Facciamo la sosta, un chiodo messo bene e un friend. Raffo supera bene il risalto e ci rassicura: ha trovato una clessidra con un bel cordino, il che significa sosta, persino sicura (evvai!).
Dopo questo tratto Raffo si slega, mentre con Luca proseguiamo in conserva, facendo sicura su qualche spuntone. Il pendio si mantiene sempre dai 50 ai 60 gradi. Senza troppi drammi siamo sull’Orientale… e qua arriva il bello. Ci aspettavamo un rientro, dalle creste, molto più  corto. In cima la neve è buona e fortunatamente non ci sono cornici. Un breve tratto di creste e poi giù ..giù ..giù per il pendio che scende a lato della Presolana Orientale. Anche qui i piedi affondano ed è un bene. Scendiamo piuttosto veloci ma prestando molta attenzione perchè non è banale. Su un breve risalto io preferisco legarmi e raffo mi fa sicura. Dopo una super ravanata finale con la neve fino alla vita, eccoci sbucare esattamente al Passo della Porta. Ancora uno sforzo ed siamo in vetta al Visolo. Siamo arrivati. E all’orizzonte il sole comicia a farsi rosso, bellissimo.
Un abbraccio a tre che peccato nessuno abbia potuto fotografare… anzi no, ci ha pensato il mio cuore!
Grazie ragazzi
Ta’

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