Itinerario: P.sso della Presolana, bivacco Città di Clusone, Rif. Rino Olmo, Rif. Albani, Colere (Carbonera) Bar Nevada

Venerdì. Tante cose per la testa, forse troppe. Allora? Allora si parte per una tranquilla, silente gita in solitaria. Meta? La solita, bellissima Presolana.. che tanto il venerdì sera al bivacco non sale nessuno!
Zaino, sacco a pelo, la cena dei campioni (Insalatissima di tonno Rio Mare e Tennet’s Super… recupererò un panino strada facendo), frontale e macchina fotografica: voglio immortalare il tramonto e poi l’alba, il rosso ed il giallo che si sciolgono melliflui sulle pareti della Regina…
Sono le 7 passate quando attraverso il bosco che contraddistingue la prima parte di avvicinamento e, tra i raggi obliqui del sole, si apre lo spettacolo dei maggiociondoli (quest’anno lugliociondoli!!!) fioriti…
Salendo mi fermo alla Baita Cassinelli a fare scorta di acqua e faccio due parole col rifugista.
Alle 8 e mezza sono al bivacco arancione. Vuoto. Splendido. Mi cambio, autoscatto per ricordare questa esperienza e, ispirata, scrivo pure una dedica ad Alberto sul quadrenetto nel bivacco. Ceno e con la birra in mano, seduta fuori, aspetto con ansia la stellata.
Mi sembra di sentire delle voci in lontananza. Nooooo… sbaglio. Invece sono sempre più vicine. Sì sì, tre ombre si stagliano sul sentiero. Non ci credo. E fu così che la mia volontà di trascorrere due giorni in solitudine riflettendo venne rapidamente disattesa dall’arrivo di tre pisciasotto capitanati dall’adulto Giacomo Rovida (Jack per gli amici, Pietro e Simone gli altri )… 🙂
Giungono trafelati, carichi di corde e di buoni propositi arrampicatori per l’indomani…
Tirano fuori schifezze e merendine di vario genere e si dichiarono tutti fidanzati con la stessa tipa di Colere, quella della prima porta a destra (alias canotta scollatina e occhiali da profe, ma di quelle un po’…).
Bona, finita la pace. Ma in fondo non sono neppure antipatici e li si ascolta volentieri. 🙂
Ben presto (verso le 11) decidono di andare a letto perchè sai, l’indomani eroiche imprese attendono i nostri baldi giovini…
Passa mezz’ora e uno dei tre (Simone o Pietro? Pietro mi pare…) dichiara di avere una certa necessità (finemente: devo andare a pisciare). Esce dal bivacchino ma, alla velocità della luce “ribatte” (qua il dialetto bergamasco rende meglio) immediatamente indietro urlando: “Caxxo Caxxo c’è una luce a sei led, qua, qua fuori…”. “Piantala cretino sono i lampi”. “Sì, no, davvero, caxxo io non esco più che qua ci scappa il morto!”.
Escono in due (per farsi coraggio?) ma non c’è verso, la luce si è spostata verso il ghiaione e loro, la pipì, fuori non la fanno più.
“E se la faccio nella bottiglia?”. “Nooo, non nella bottiglia che schifo!”. Delirio totale.
Suona il mio telefono. Dall’altra parte una voce che va e viene. “Tatyyyy, ma dove caxxo sta il bivacco!?! Mi sono perso!”. E’ il Manenti che, a sorpresa, è salito anche lui. E che sorpresa!! Corro fuori e accendo la mia frontale, per indicargli la direzione. Non ci credo. E’ in mezzo al ghiaione, sotto la Grotta dei Pagani. Corre giù lui, gli corro incontro io, ridendo a crepapelle. Pietro finalmente esce a “evacuare”. E col Renzì arriva anche il prosecco e, olè, fiesta!
Insomma, la tranquilla serata è diventata quasi un party.

L’indomani mi sveglio, l’alba proprio non la vedo, faccio colazione col Renzì sulla piazzola dell’elicottero a the e tortine alle carote. Poi il Renzì scende di nuovo al Passo, gli altri (un po’ per le nebbie della Presolana, ma io credo anche per la nottata) decidono di scendere e di andare in falesia (o a trovare la fidanzata comune? Quella della prima porta a destra?)… Io mi ricarico lo zaino e mi dirigo verso il Rif. Olmo. Lì cafferino e il mio giro continua verso il Passo dello Scagnello, per poi scendere all’Albani, sotto la nord.
Strada facendo trovo anche un compagno di viaggio, gran camminatore e amante della fotografia (www. conlatestatralenuvole.org)… La solitaria, ‘sto fine settimana, davvero non fa per me. E allora godiamocela così come è venuta…un sacco di gente nuova.
All’Albani mi concedo un piatto di polenta e funghi, e… mi trovo accanto ad un signore di Robbiate (Lc) che mi racconta del più e del meno… i casi della vita…
Scendo a Colere (la meta era Colere…io oggi dovevo proprio passare al Nevada!!!) dove sono accolta da due sorrisi splendenti!
Bene, missione compiuta, ora ho tutto, anche la foto della Croce sopra l’Albani… vero Roby? 🙂
POCA SOLITUDINE… ma che bell anche così!
Un saluto ed un ringraziamento al Trio Rovida, al Renzì e all’immancabile gruppo milf Colere.
Ta’

 

 

 

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