Questa è la storia di un’idea, di un sogno, di una grande manifestazione. E’ una storia di passione e di voglia di fare, e di fare bene! E’ una storia vera che più vera non si può. Questa è la MIA esperienza al Valtellina Wine Trail. 
il mio pettorale… con il mio nome. Insomma, il MIO!
Al traguardo, con la medaglia da Finisher
Quando si racconta qualcosa è bene partire dall’inizio. Le regole del buon giornalismo impongono che, quando si scrive un articolo, emergano fin da subito il Chi, il Che cosa, il Dove, il Quando, il Perchè e il Come di un evento o situazione. Perchè si tratta di cronaca: pura, sterile, oggettiva. Ma questo è un blog, il mio. Questa è la narrazione di una esperienza vissuta e pertanto carica di emozioni. Per questo, a volte, si può decidere anche di stravolgere un  po’ l’ordine e partire dalla fine, dalle parte esperienziale, dalle emozioni.
Passaggio in cantina
E allora decidi di partire dai colori: dal rosso, dal giallo, dal verde e dall’azzurro del cielo. Dagli odori: di terra, di sottobosco, di erba e di vino in fermetazione. Dai sapori: acqua e sali, Coca Cola, cioccolato, datteri e biscotti, e ancora pizzoccheri, bresaola, crostata di marmellata e vino. Dai rumori: la voce dello speaker al via e all’arrivo, quella voce amica che, a un chilometro dal traguardo, suona come il richiamo delle sirene per il naufrago Ulisse. Ancora, se di suoni vogliamo parlare, la voce dei compagni di “viaggio”, i “Brava”, i “Forza” degli sconosciuti che, a lato strada, fanno il tifo per te. Lo scalpiccìo dei piedi sulle foglie, sullo sterrato, e il tonfo secco degli stessi sull’asfalto. Le sensazioni, che la fanno da padrona per quasi tutto il tempo. Nei pochi minuti che precedono lo start, quasi schiacciata in quel marasma di persone che attendono tutte di partire, cerchi lo sguardo amico di qualcuno. La tensione cresce, cresce, cresce, fino a che partono tutti. E sei lì, in quel fiume di gente, che ti porta e ti trasporta. Il fiume diventa poi un serpentone, si allunga e si ricompatta, a seconda dei tratti più o meno impegnativi.
All’inizio cerchi forse di “calibrare il passo sulla distanza, elevato alla fatica, sottraendo lo sforzo fisico, aggiungendo il mentale…tutto sotto radice quadrata”, poi, non appena le gambe iniziano a fare da sole, non appena i movimenti si automatizzano, capisci che i calcoli euclidei non sono necessari.
Tanto non va mai come avevi preventivato: corri, cammini, corri di nuovo. Su certe salite pensi di non farcela, ma poi arriva il piano, e la discesa, e ti accorgi che nelle gambe hai ancora tanta energia. Fino a che, tra vigneti, cantine, chiese e castelli, arrivi a un chilometro dal traguardo e, come per miracolo, le gambe iniziano ad aumentare il ritmo. La falcata si allunga fino ad incontrare quel bellissimo tappeto verde (quello che porta al traguardo), che quasi non ti viene da salirci, su quel “green carpet” da notte degli Oscar, per il timore di non essere all’altezza. Ma è lì, davanti a te e per te. E allora ci sali e ci corri sopra, col sorriso stampato in faccia, con un marasma di gente attorno che ti grida “Brava” e allunga le mani verso di te… e tu, come se fosse la cosa più naturale del mondo, le tocchi quelle mani, batti il cinque. E’ il tuo personale attimo di gloria. Non sei arrivata prima, ma neppure ultima. Ma nella tua testa, semplicemente, hai vinto.
Ecco, è stato più o meno questo per me, oggi, il Valtellina Wine Trail. La cattiva giornalista, finalmente, è arrivata al “Che cosa”, e ora può procedere con ordine. Si è svolta oggi, in una giornata dal clima decisamente primaverile, la terza edizione del Valtellina Wine Trail. 1600 iscritti, 3 gare e tre differenti percorsi, 11 Comuni toccati e oltre 200 volontari, paesaggi da cartolina ed un unico traguardo nel cuore della città di Sondrio. Cinque i capofila di questa splendida manifestazione (Marco de Gasperi, Emanuele Manzi, Fabio Cometti, Michele Rigamonti e Giorgio Bianchi), che mixa la gara con la festa, lo sport con il divertimento. Perchè credo sia proprio questo il giusto spirito con cui affrontare questa competizione. Se non ti vuoi divertire, se non vuoi prima di ogni altra cosa godere del paesaggio, così come delle persone… se non ti piace l’idea di berti un buon bicchiere di rosso, insieme alla bresaola e ai pizzoccheri… beh, allora forse hai sbagliato gara! Perchè chi partecipa al VWT lo fa per il gusto della corsa, certamente, ma anche per tutto quello che ci sta attorno.
Tra i colori dell’autunno valtellinese
Con Marco, al quale devo il mio GRAZIE

Il mio primo trail, al quale ho partecipato seguendo il tracciato della Half Marathon (Da Chiuro fino a Sondrio): 21,7k di su e giù per i vigneti valtellinesi, poco meno di 800m D+, tanto sterrato e un po’ di asfalto, affrontato in 2 ore e 43 minuti. Oltre a questo, la gara propone altri due tracciati: la Marathon, per i più esperti, e il Sassella Trail, per i neofiti.

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