Lungh: 320 m
Diff: 6a+ (5b obbl.)

L1, attacco, 6a

 

L6, 5c
L7, 6a+, tiro su placca tecnica e di movimento

 

L8, Raffo su uno strapiombo decisamento fisico

 

La cordata del Lamponedì

Dopo aver fatto la Bonatti insieme ad Alberto e Fede, il che risale ad un paio di anni fa, su quella parete non ci avevo più messo piede.
Invece mercoledì (anzi Lamponedì, cioè il giorno di vacanza infrasettimanale che il nuovo Governo dovrebbe inserire nella manovra anticrisi…), complice anche il buon Ambrogio (i milanesi sì che se lo sanno scegliere il patrono! Altro che i bergamaschi che hanno scelto come patrono il buon Alessandro, che avrà pure il nome del mio papà, ma si festeggia ad Agosto, quando si è già in vacanza…), c’è stata l’occasione di ritornare.
Una via classica, onestamente spittata anche se a volte un po’ lunghetta, quindi (volendo) da integrare con friend/nut/cordini.
L’arrampicata è molto varia perchè alterna tiri di placca lavorata (con qualche singolo di aderenza), a diedri ben ammanettati, così come gli strapiombi e brevi traversi aerei. Quasi sempre esposta, la via permette di godersi appieno la sensazione di vuoto sotto i piedi.
Bellissimi e compatti tutti i tiri iniziali e anche quelli, a mio parere un po’ più fisici (vedasi strapiombo della L8, anche in foto), da inserirsi nella seconda metà della via.
Le ultime 3 lunghezze (cioè quelle dalla L10 alla L12), se si passa per la via originaria, come ho fatto io, sono molto erbose e un po’ friabili. A saperlo prima avrei deviato, come consiglia anche la relazione, sulla Saronno (a destra).

Ta’

Condividi