Alè rigidi!! E questa volta, a causa del freddo, rigidi lo si è stati per davvero!
Con Mauro Mario Contro (aiuto rifugista Brunone) e Raffo siamo saliti all’Alben da Cornalba, imboccando quell’evidente canale che taglia a metà la parete.
A causa della nevicata della sera precedente il manto bianco non si è ancora indurito ed è tutta farina, powder direbbero gli sciatori.

Ilaria in rosso, la discesa in verde

Dopo un avvicinamento “ravanoso” tra i sassi, sfondando fino alla coscia, puntiamo quella che ci sembra la via di salita un po’ meno evidente ma più divertente. Sarà l’Ilaria Beh…è l’unico così evidente. Ma abbiamo puntato la parete troppo presto e ci tocca fare tutto un pezzo in mezza costa… sfondiamo… e mettiamo i ramponi. Quando ci sembra di essere sotto il canale cominciamo a salire. La neve non è dura, ma si sale abbastanza bene ora che abbiamo indossato i ramponi. L’attacco (almeno quello che per noi dovrebbe essere l’attacco) è un bel tratto sui 40-45 gradi con un paio di risalti più ripidi (muretti di 60-65 gradi, un paio di passi). Si continua a salire poi su pendenze più limitate (30 gradi). Arrivati nella parte terminale, un bel canalino incassato che dovrebbe sbucare proprio sotto la croce, la neve è davvero troppo alta e andare avanti diventa davvero faticoso. Tagliamo allora per roccette a crestine sulla destra (qualche risalto come nella parte iniziale), sotto i raggi di un bel sole quasi tiepido.
L’aria in vetta è piacevolmente frizzante, strepitosa la discesa passando dalle creste e su neve soffice e ancora priva di impronte. Già, siamo i primi. Bello. E’ l’unica parola che mi viene, anche se ben poco rende il concetto. Guardando la foto scaricata da internet, la sera, posso dire che tutto sommato l’abbiamo fatto… deviando un po’ l’attacco (che sicuramente non era l’originale) e l’uscita ( a destra su roccette).
Ta’

 

Le nostre impronte di salita

 

 

Una ravanata… ma il gioco vale la candela!!!

 

Raffo in cima al “nostro attacco”

 

Grazie a Raffo e al grande Mario Mauro Contro

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