Con Riky e Oscar alla Madonna della Rota, a due passi dal Lago d’Iseo.

Scesa dalla macchina, il sole ancora non era arrivato ai piedi della bella e compatta paretina grigio-gialla.
Il primo tiro coi geloni a piedi e mani… ma poi l’aria si è decisamente riscaldata.
Tornare a toccare la roccia, baciata dal sole, dopo settimane di acqua, non ha prezzo.
Ho così scoperto una falesia abbastanza tecnica, molto di piedi e di dita. Le tacche nette (piccole e poche) si alternano agli svasi. Ben chiodada, a volte leggermente lunga ma MAI rischiosa.

 

Un’equilibrio a volte un po’ precario o meglio, come lo ha definito Renzo: “La Rota c’ha un equilibrio tutto suo.. ma poi una volta che lo capisci vai”.

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