Un grande fungo. Una nuvola atomica di calcare bianco, striata di nero. Perlacea ai raggi del sole e dorata nell’attimo fuggente del tramonto.
Questa è Cornalba. Falesia situata nell’omonimo comune, in alta val Brembana.
Dotata di un fascino irresistibile, è bella sia da arrampicare che da guardare.
In pieno sole fin dal mattino è ottima da frequentare nelle belle giornate d’inverno e nelle mezze stagioni, mentre diventa più proibitiva nei mesi estivi (tranne un versante, a nord, sempre in ombra).
“Molti sono gli arrampicatori che hanno appoggiato le mani sul calcare della Corna Bianca. Il più famoso è forse Bruno Tassi, Camòs, uno dei primi frequentatori e grande chiodatore, in quel periodo con lui c’erano Gianandrea Tiraboschi e Vito Amigoni. Ma Camòs è stato anche il primo “estremo”, liberando tiri come Apache (8a), Replay (8a) Peter Pan (8a+), FBL — Fa Balà l’òcc (8a+) e Jedi (8b).
Poi sono arrivati altri giovani come Emilio Previtali e soprattutto Simone Moro, che libera Figli del Vento L2 (8a), Highlander (8a), Slot Machine (8a+), Outsider (8a+), Feed Back (8b) e Sincroclash (8b).
Poi è storia più recente con le realizzazioni di Dallona, Feed Back L2 (8a), Svalutation (8a), Apache L2 (8a+), Nos Otros (8a+), Andamento lento (8b), Settimo Senso (8c), C’era una volta l’America (8c) e Les sindacalistes (8c+/9a), Alippi con Dito Prensile (8a), Resin Rouge (8b+) e El Morisco (8b+), Brenna che qui libera Zeus (8a) e Scassa che sale per primo Positron (8c).(www.planetmountain.com)”
Premessa fondamentale: Cornalba non è una falesia “facile”. Placche, muri tecnici di dita, strapiombi, passi estremamente delicati… lo dimostrano anche i gradi che, a mio parere, sono spesso un po’ “ristretti”.
“Richiede un livello medio-alto: pochi i tiri facili, 4 sul grado “5”, e spesso relegati in posti poco accessibili, 46 sul grado “6”, 50 sul grado “7” e ben 38 sul grado “8” e più!(www.planetmountain.com)”.

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