Diff: V+. soste a spit tranne le prime due lunghezze, chiodi in via

Lungh: 400 mt

Dalla Bolivia con amore.. si torna ad un classicone di casa nostra (o quasi): la Valmasino.
Cara vecchia Valmasino che, grazie a Raffo che paziente si subisce tutte le mie paturnie, mi regala una giornata di spettacolare granito.
Grigio – verde, lavoratissimo, solido. La via, di difficoltà assolutamente contenute, è una delle più ripetute dell’area che sovrasta il rifugio Gianetti (insieme alla Molteni al Badile, che però richiede un maggiore impegno in termini di velocità e di tempo a disposizione, e al più sostenuto Spigolo Vinci).
La nebbia, che la fa da padrona per l’intera giornata, filtra i raggi del sole, impedendoci un’ustione sicura! Sale e scende la nuvolaglia, lasciando qua e là qualche spazio al blu del cielo che… che è bellissimo… e anche se non è quello del Sudamerica, beh questo è il MIO cielo.
Un po’ di neve ci rende difficile l’attacco (consigliati un paio di ramponcini leggeri per evitare  mega scivoloni) e degli omini messi da chissà chi ci allungano notevolmente il ritorno al rifugio*.
La via sale logica, prima attraversando a destra dalla base della parete fino ad andare a prendere la cresta, per poi seguirla fino alla croce di vetta. In alcuni tratti molto esposta, risulta sempre ben proteggibile con friend medi / nut o sufficientemente chiodata.
Dalla croce di vetta spettacolare la vista sul Badile e sulla Val Bregaglia.
*Ps: dalla croce di vetta seguire la cresta fino alla sella e POI scendere a sinistra per canale e sfasciumi che portano ad aggirare il Dente della Vecchia. Consiglio di NON SEGUIRE degli ometti che scendono in un canalino, sempre a sinistra, prima di raggiungere la forcella. Ci si ritrova su cenge pensili e sfasciumose proprio sopra le placche, con un paio di doppie d’emergenza, attrezzate da chi si è imbattuto qui prima di noi…
Ta’

 

 

 

 

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