località partenza: Laux (Usseaux , TO )
quota partenza (m): 1350
quota vetta (m): 2710
dislivello complessivo (m): 1360

Ciao. Mi chiamo Nepal. No, Nepal è riduttivo. Io sono NepalOne. Non Nepalone (tipo comparativo di maggioranza di Nepal) come spesso la gente tende a chiamarmi. Il mio padrone, che si chiama Michele, mi ha chiamato Nepal-One (come “uno” in inglese, come Air Force One… probabilmente perchè crede che io sia, come cane, il numero Uno!). Ed effettivamente, lo devo dire, io il numero uno lo sono per davvero! Il mio padrone mi dice sempre che, quando mi ha scelto al canile, ero lì che giocavo e “ridevo” con gli altri cani. E allora io mi chiedo come possa una cane ridere… Beh, io sono talmente speciale, pare, che ridevo. E poi sono super-bravo perchè, nonostante la taglia “importante”, so essere sia un cane da casa che da outdoor. Infine, non per vantarmi, ma sono anche una specie di Vip, o meglio Vid (Very importat dog): ho persino un hashtag su Instagram (#nepalOne).

Il mio padrone corre. Non ho ancora ben capito se per lui sia un lavoro oppure un divertimento. Fatto sta che corre un sacco e io, probabilmente perchè gli voglio bene, probabilmente perchè Lui è la mia famiglia ed io sono la sua, mi sono adattato a questo stile di vita. E mi diverto un sacco. Ma questo fine settimana mi ha proprio “battezzato” (dovevo immaginarlo… con uno che di cognome fa Evangelisti, che cosa potevo pretendere?). A dargli man forte è pure arrivata un’altra folle. Un mezzo incrocio tra Heidi e Pippi Calzelunghe che, appena ha sentito che saremmo andati in montagna ha detto “Bello, portiamo anche Nepal!”.
E niente. Mi caricano in macchina e, da Torino, arriviamo al borgo di Laux. Dalla piazzetta, proprio accanto ad un curioso murales, prende il via una strada sterrata (S/314) che sale verso il Vallone. Il sentiero risale un bosco di larici che, vista la stagione, sono tinti dei colori dell’autunno. Incontriamo un sacco di curiose sculture e fontane, nelle quali “puccio” sia il muso che le zampe, ci fermiamo a mangiare un boccone e discutiamo (anzi, gli umani discutono) circa la differenza tra bovidi e cervidi. La rossa non sa come sia fatto un muflone e io, sotto i baffi, me la rido. Come si fa a non sapere come è fatto un muflone?!
Tutto procede alla grande fino a che, dopo aver imboccato il sentiero 313, non arriviamo ad una vecchia caserma abbandonata. Bella. Il paesaggio qua si apre. Dopo aver esplorato un po’ la vecchia caserma scopriamo, appena sotto di noi, il primo dei due laghi. 
E qua inizia il bello, almeno per me. Nel vederlo ghiacciato i due (il mio padrone e la Pippi) sono presi da un’indescrivibile euforia. E la “peggio cosa” è che contagiano anche me. Per farla breve, ci ritroviamo in tre a pattinare e a farci “selfie” sulla superficie gelata. Io, con le unghiette dritte tipo ramponi, un po’ scivolo e un po’ pattino.

Non contenti, dopo essersi congelati sul ghiaccio, i due guardano verso l’alto. Sopra di noi, un bel pendio pieno di neve. Sopra ancora, a naso, c’è il secondo lago. Io sono quasi pronto a tornare verso la macchina quando il mio padrone dice “Ma secondo te ce la facciamo ad arrivare anche al lago sopra o ci ammazziamo?”. E l’altra (con fare da grande alpinista), “Ma certo che sì!”.
E niente. ricominciamo a salire in mezza costa, tra neve e roccette sempre più ripide. Io li seguo, anche se a tratti mi fermo dubbioso. Saliamo e saliamo ancora una buona mezz’ora, fino a che non vediamo il secondo lago. 
Spettacolo…. anche se è meglio tornare subito, prima che arrivi il buio. Il bello però arriva ora. Loro scendono lungo la traccia di salita, con le mani nella neve. Io li guardo. Su un traverso un po’ esposto “mi prendo male” e… decido si non scendere più! Hanno così da urlare “Dai Nepal, bravo, bello, vieni qua!”… Bello un cavolo! Adesso, come minimo, tornano su, mi mettono il collare e mi portano giù in sicurezza. Va proprio così e, un passo alla volta, siamo fuori dalla zona neve. Sì, ma insomma, quel traverso… una paura: mica ho i ramponi io!
Però, il mio padrone continua a dirmelo, sono stato bravissimo oggi.
Siamo già a metà pomeriggio e allora decidiamo tornare fino alla macchina correndo. 
Insomma, il pericolo è scampato, ma arrivo alla macchina schiantato e barcollante. Sono stanchissimo. Giuro che se tocco il divano, questa sera, neanche mangio e mi metto subito a ronfare.
Ecco, ultima foto della giornata (non ne posso più di foto), e poi tutti a casa.
Ecco, ma dico io, va bene outdoor ma così mi pare troppo…. però sono stato un eroe. Eh sì, ha proprio ragione il mio padrone a chiamarmi #NepalOne !!! Lo aveva capito lui che già da piccolo, quando ero lì nel canile a “ridere” con gli altri cani, ero il migliore….

Source: New feed

Condividi