Chi voglio prendere in giro? Non ci credo neppure io quando dico “100km… ma sìììì, al massimo cammino e via! E poi, mica è un lavoro, se arrivo, bene e invece se non arrivo… bene lo stesso! Mica la devo per forza chiudere io quella gara!”. Lo dico. Lo dico a me stessa e, tanto per convincermene, ho cominciato a dirlo anche agli altri.

Poi ieri, seduta sul divano, insieme a mia madre che si interessava su dove fossero posizionate le basi vita, e io che non sapevo che rispondere perchè a dirla tutta io il tracciato di gara non lo avevo ancora guardato, ci ho pensato. Ci ho pensato ieri sera e anche questa mattina, mentre “rantolavo” in pista cercando di mantenere il 4’30 per 3 minuti, poi uno di lento, poi altri 3 minuti così e via andare.

E ho pensato che a correre si fa una gran fatica. Una fatica dannata! Che io, chi dice di “godere” mentre lo fa, proprio non lo capisco! Che io non vedo l’ora di arrivare a fine allenamento.

Ho pensato che se i miei genitori se la gireranno per una notte, con tanto di cane al seguito, alle pendici del Monte Bianco, io col caxxo che mi ritiro!

Ho pensato che io in genere mi pongo un obiettivo all’anno, uno solo. E che quindi, se mi preparo, poi alla fine il traguardo lo voglio anche tagliare, anche con la lingua fuori, anche strisciando. Il che non è poi così improbabile vista la distanza… E ho pensato che io quella sensazione provata alle due di notte al GTO, vorrei provarla ancora.

Ho pensato che conosco persone (quelli forti, che corrono per davvero) che anche se sanno che sono “una mezza pippa” fanno ugualmente il tifo per me.

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Ho pensato che devo iniziare ad allenarmi un po’ bene forse… oppure accendere un cero al giorno fino alla CCC, oppure votarmi a qualche Santo.

Ho pensato che evidentemente sono una folle perchè, mi chiedo, chi decide di soffrire per “niente”. Che poi niente non è. E poi ho anche pensato che il mondo è pieno di folli che fanno la medesima cosa, e che quindi sono in buona compagnia.

Ho pensato che tra un po’, a occhio e croce tra un mese o al massimo due di allenamento, dimagrirò come la scorsa estate  e che quindi perderò anche quel poco di seno che madre natura non ha regalato. Sognavo i meloni e mi ritrovo con le susine. E che mia mamma cercherà di imbottirmi di cibo e mi chiederà se sto bene.

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Ho pensato che forse lo faccio per dimostrare qualcosa agli altri. O forse no. A chi dovrei dimostrare qualcosa poi? Probabilmente voglio dimostrare qualcosa a me stessa. Voglio sentirmi orgogliosa di quello che sto facendo.

Ho pensato che 70 non mi bastavano. farne ancora 70 sarebbe stato replicarmi. E poi anche il pubblico di Ok il Prezzo è Giusto, quando il concorrente girava la ruota incoraggiato da Iva Zanicchi, urlava “Cen to Cen to Cen to”.

Ho pensato che sto invecchiando. Agli altri forse non sembra, ma sto invecchaindo (che non è crescere, maturare, è solamente invecchiare e perdere di smalto) e che certe cose, forse, un giorno, non potrò più farle… e quindi perchè perdere tempo?

Ho pensato che vorrei che la mia vita fosse così sempre, all’inseguimento di qualcosa di cui poi poter gioire. Pur sapendo che, nell’inseguimento, perderò altre cose importanti… ma così è la vita. Ci sono scelte da fare, priorità da rispettare. E ho pensato che non vorrei mai ritrovarmi, alla fine, ad accorgermi di non aver vissuto.

Ho pensato che oggi ci sono, domani non lo so e quindi… quindi vorrei vivere il presente e cercare di collezionare più esperienze di vita possibili.

Ho pensato che io queste esperienze un giorno vorrei poterle raccontare, magari a qualcuno che conta, anche se magari conta solo per me. Oppure vorrei poterle scrivere e regalarle al vento.

Sì… ma per scriverle devo vivere.

E qui il cerchio si chiude: allenarsi

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