Diff: V, (IV e A1)
Lungh: 170 mt

Un po’ di storia… La via del Pesce d’Aprile fu aperta da Kosterlitz, Motti, Manera, Morello e Bianco il 31 marzo 1973 sulla Torre di Aimonin.
Secondo le narrazioni la via deve il suo nome ad uno scherzo fatto, propio in apertura, ainni di Ugo Manera.
La cordata Kosterlitz/Motti, che procedeva per prima, superò il diedro fessurato del tiro chiave proteggendosi con i nuts, che a quel tempo praticamente sconosciuti, lasciando quindi il tiro pulito, senza dire nulla alla cordata che seguiva, guidata appunto da Manera. Questi non trovando chiodi di progressione, pensò che i compagni fossero saliti senza l’ausilio di assicurazioni intermedie e quindi, faticando non poco e salendo praticamente sprotetto, in sosta fu informato dell’arcano mistero dei nuts; da qui il nome della via.

In tempi recenti, in aggiunta ai pochi chiodi lasciati dagli apritori, la via fu integrata a spit sia alle soste sia lungo i tiri; successivamente, mano ignota ha fatto pulizia completa degli spit lasciando solo quelli delle soste e, per completezza d’opera, anche un paio dei vecchi chiodi sono stati accuratamente “martellati” fino a diventare inservibili.

La seconda sosta, dopo il traverso

La storia sopra raccontata dice tanto di questa bella via classica, dai gradi non estremi, da proteggere con nut e/o friend. Il bello sta proprio nella ricerca della linea, assolutamente logica, pulita ed elegante.
I tiri sono sempre arrampicabili e divertenti. I tratti più impegnativi si alternano a quelli più rilassanti e regalano sempre una certa soddisfazione.
La roccia è splendida e compatta, come per il resto di Aimonin.

Ritengo molto belli e di soddisfazione il terzo tiro, con la sua bella lama da affrontare in opposizione (quello lasciato “pulito” da quel burlone del Kosterlitz!) ; così come il diedro fessurato del tiro successivo Anche l’ultimo tiro presenta una bella e delicata fessura su parete che si fa leggermente più appoggiata.

Usciti dalla via camminare 5 min. verso sinista fino a prendere una sosta di calata che scende al centro delle parete, incrociando la più sostenuta “Casa degli specchi”.

Ta’

Rimonta e arrivo alla prima sosta

 

Lama del terzo tiro

 

Il grande diedro fessurato

 

Quinto tiro

 

Luca arriva in sosta, dopo il quinto tiro

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