Salita alla Cima di Piazzo, alle spalle il Sodadura

Una bambina al parco giochi! U-na- bam-bi-na -al -par -co-gio-chi!! Sali, scendi e risali… e non mancherebbe la voglia di salire ancora, per poi riscendere. Non stavo più nella pelle e quasi correvo, sotto quel sole durato solo per mezza mattinata ma che ugualmente è riuscito ad arrossarmi la pelle.

Bellissima. La mia prima snow-alpinistica (si chiama così la sci alpinistica con la tavola?) è stata una rivelazione.

Un puntino nel bianco… 🙂

Certo, la neve non era polvere… anzi a dirla tutta una “nevaccia”, a detta degli sci alp trovati in vetta, dura e crostosa, con la consistenza del cemento armato… ma in fondo quando te la godi così tanto a salire, scendere è un dettaglio!

La montagna mi è mancata ultimamente, tantissimo. Tutto quel bianco, quella lucentezza, gli spazi immensi, i panorami da togliere il fiato, le gocce di sudore che rigano la fronte… persino quel peso che, attaccato alle spalle, ti fa sentire di essere vivo.
Vi-va. Non capita tutti i giorni di sentirsi vivi… e quando capita, beh, è indescrivibile…

Perchè tri is megli ke du…

La Cima di Piazzi ed il Sodadura sono due montagne semplici e con pericoli oggettivi praticamente nulli. Una tranquilla sci alp, con le giuste condizioni. Un itinerario adatto per i poco esperti, come me.
Con partenza dai Piani di Artavaggio (Lc) o Culmine San Pietro, passa dinanzi al Rif. Cazzaniga (tappa del sentiero delle Orobie) e regala un paesaggio degno di nota.
Dalla Cima di Piazzi si scende per un tranquillo pendio, fino ad imboccare un canalino relativamente ripido. Dalla fine di questo, in poco tempo, si può arrivare in cima al Sodadura. La discesa dalla cima è piuttosto ripida (45° – 50°). Più tranquilla la discesa partendo dal tratto sottostante la crestina sommitale.

Ta’

Grande Alex!!!

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