“E fu così che in una fredda (ma doveeee?) giornata d’inverno, baciati dal sol di dicembre, i tre baldi avventurieri conquistarono la vetta della Regina, mettendosi alla prova su ardui passaggi di secondo grado superiore, e valicato il Passo di Pozzera scesero fino al rifugio Olmo per poi risalire l’intera vallata e svalicare, in prossimità dello Scagnello, in direzione Albani. Temendo il ghiaccio (????) e l’imbrunire (ancora più ????) scesero indi verso l’incuneato paesello di Colere. E fu proprio in quel di Colere che la sfida si fece più avvincente: trovare un passaggio verso il calesse, lasciato a Passo della Presolana. Entrò quindi in gioco quella, che dei tre, potremmo definire l’amabil donzella, che raccattò con un sorriso e qualche moina un passaggio da quattro tipi che, provenienti dal lontano Quartoggiaro, erano venuti in villeggiatura nelle Valli Bergamasche. E fu così che Ser Mauro, sfidando la sorte, si addentrò su per la valle coi quattro sconosciuti mentre la donzella e Ser Lorenzo rimasero a Colere a sorseggiare un altro calice di birra, in attesa del ritorno dell’amico fidato”.

Super allenamento con Lorenzo e Mauro che (grazie!!) si sono lasciati trascinare su una delle montagne che ho nel cuore e che mai mi stancherò di guardare. Da ogni lato…perchè la Presolana a me piace proprio da ogni lato! Partiti dal Passo della Presolana, abbiamo toccato la Cappella Savina, la grotta dei Pagani, per poi arrivare fino alla croce di vetta.
Sebbene Mauro ci abbia “dato la paga” in salita, precedendoci alla Cappella Savina (“Mauro, ma era per la bionda alla Cappella che sei salito così veloce?!?”), ci siamo rifatti sulle roccette per arrivare in vetta. (Ahahahahahha!).
Una volta scesi, all’altezza della Grotta dei Pagani, abbiamo deviato per il sentiero che taglia alto il ghiaione e porta a Passo di Pozzera. Da lì, nonostante un tentativo di “restare alti” (finalizzato a non dover risalire la Valzurio), siamo comunque finiti fino al Rifugio Olmo. Da qui abbiamo percorso l’inevitabile sentiero in discesa fino ai cartelli che indicano la continuazione per il Periplo della Presolana.
E una volta giunti qua c’è poco da fare. Da quota 1.600 bigona salire di nuovo, lungo la Valzurio, fino allo Scagnello.
Da lì, fino al Rif. Albani e poi a Colere, è tutta discesa. Grazie ragazzi per avermi fatta anche correre un po’ e grazie Lorenzo per aver “Gipiessato” il percorso! La prossima volta si chiude l’anello proseguendo anche per il Passo della Porta!
Consiglio: per il ritorno da Colere al Passo della Presolana, portatevi sempre dietro almeno una ragazza! Serve per adescare qualche driver e scroccare un passaggio fino al Passo. Senza donna al seguito non è detto che vi vada così bene! (e siate fiduciosi: non fate come Mauro che era già andato al ProLoco ad informarsi per gli orari dei pullman!). Io il passaggio l’ho trovato! Il passaggio più improbabile del mondo…. “Di dove siete? Di qua?”….”No, Milano, Quartoggiaro. Siamo venuti a fare un giro in montagna e volevamo salire con la seggiovia, ma ci hanno detto che il rifugio è chiuso”. ….”Ehm, va bene, dai Mauro sali te con loro a recuperare la macchina!!! ” 😛
Alla prossima!
Tia

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