Trekking piacevole e poco impegnativo, adatto a concludere in bellezza il 2012. Il cielo è blu più del blu. La neve di un bianco alla Omino Bianco Smacchia Facile… il sentiero che porta al Rif. Gherardi una lastra di ghiaccio, che nel pomeriggio diventerà fango e imbratterà tutti gli scarponi.
Tic-tic-tac… il rumore delle bacchette, che diventa sempre più sottile, quasi inesistente, quando incontriamo la neve soffice.
Cammina… cammina… e come sempre si parla del più e del meno.
Luca: “Baciamorti o Sodadura… quale ho fatto l’altra volta?!”
Io: “Certo… con due nomi così simili… beh dai sono antrambi due composti Bacia-morti e Soda-dura…….”
Silenzio…..
Luca: “dai che lo sai che io coi nomi sono negato”
Io: “Appunto…”
Luca: “Ho fatto il Sodadura, perchè il Baciamorti ha un nome che mi sta sul cxxo…”
Io: “Ah beh…”
Dal silenzio emerge la voce di Raffo : “Posso fare il saccente e dirvi perchè si chiama così?”
Io: “Fai sfoggio del tuo sapere e illuminaci”
Raffo: “Sai che una volta si scomunicavano… e insomma è finito che gli abitanti di Cassiglio, che si trova sotto l’attuale Baciamorti, avessero la parrocchia a Pizzino, al di là della valle. Quindi questi (quelli di Cassiglio) una volta all’anno si caricavano le bare in spalla e le portavano di qua e nei pressi del Pizzo davano l’ultimo saluto ai loro cari (il bacio ai morti) e le consegnavano nelle mani (o meglio sulle spalle) di quelli di Pizzino che le portavano nel loro cimitero… Da qua il nome di Pizzo Baciamorti…”
Io: “Ahhhh!”
Silenzio…
Io: “Cioè, ma che vasca si facevano questi una volta all’anno?”
Conclusione: ALLENARSI.

Ta’

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