Ore 6.30. La sveglia suona. #Macchegiornoè?#

Già, è sabato. Già,  sono stanca. Già già già. E il meteo dà bello su tutta l’Italia tranne che al nord (quindi come dice una patatonza che conosco, mica su tutta l’Italia!). Già. Ma quello è un raggio di sole che si insinua tra le persiane? Lo è? No… maledetto raggio . Chiudi gli occhi. Girati. È suonata solo perché non avevi tolto “l’orario lavoro”. Già. Ok… mi alzo solo perché la mia vescica me lo ordina e poi ricollasso a letto. Giàààà… Ma quello è uno squarcio di azzurro! Maledetto azzurro! OK HO DECISO, VAL SERIANA: BRUNONE! Pantaloni, maglia, felpa… anzi no, mutande, reggiseno, pantaloni, maglia.. Così sono nell’ordine giusto! Macchina… anzi prima da mangiare al coniglio.. macchina e sono sulla strada!

Benzina, imbocco la superstrada e… ta-daaan: Strada chiusa per (lavori???) e deviazione. ‘Sti qua in completino giallo fluò mi buttano sulla strada per la Val Brembana. Ma nooo… ora mi tocca tornare, prendere la strada normale e… Anzi no. Questo è il destino. Me lo sta urlando in faccia: oggi no Val Seriana, oggi sì Val Brembana. Qualche attimo di esitazione. E sono in macchina e rido da sola. Ma dove caxxo sto andando? Boohhh… E di colpo tutte le tensioni della settimana lasciano il posto alla mia sconfusionata allegria. Sola. Meta indefinita. In corsa verso il destino. Mi piace.

Guida e guida, vai e vai… Carona. Guardo i cartelli… dove vado? Calvi, Longo, Gemelli… quale? Allora faccio la prova. Accosto. Un signore con dei pantaloni decisamente sgualciti, appena uscito dal bar, mi guarda con aria interrogativa. “Scusi, devo parcheggiare per salire al rifugio. Dove mi consiglia di parcheggiare?” E lui “Ma dove vuoi andare? Ai Laghi Gemelli?”…. “Sì, proprio quello, la ringrazio tanto!”.
Alzo il finestrino e vado a parcheggiare alla diga…  poi mi viene in mente che gli avevo chiesto dovevo potevo posteggiare, al signore!!! Eppace..avrà pensato fossi matta!

Scendo dalla macchina e vado verso il sentiero. Un tizio sta rimirando la cartina delle montagne posta all’attacco del sentiero. Si gira. Lo guardo. Mi guarda. Lo riguardo e… scoppiamo a ridere. “Ciaooooo….allora ci si rivede?”. E’ lo stesso tizio che incontro ogni tanto quando vado in giro a camminare per i fatti miei. Lui con la macchina fotografica. Io idem. Ma ci becchiamo solo quando giriamo da soli. Non ci si conosce… se non in montagna. Salendo riprendiamo il discorso iniziato un annetto fa, quando feci il periplo della Presolana. Gli racconto che ho dato le dimissioni da scuola e che sto provando ad inseguire un sogno. Che ce la metto tutta. Che c’è quel tal progetto top secret e che potrebbe comportare un’altra cosa (non si parla mai dei progetti top secret quindi, o lettore, perdonami e sostituisci quello che ti pare al concetto di progetto top secret!!!). Lui mi dice “Ma dai? Ma davvero? No perché se la tal cosa dovesse accadere, sai, il marito di mia cugina è il direttore del giornale tal dei tali (faccio riferimento a una testata nazionale) e secondo me potrebbe interessare… anzi, visto che ti ho incontrata sempre in montagna e visto che mi sembri in gamba, se vuoi ti metto in contatto io, senza problemi. Lui è una persona squisita”. Sgrano gli occhi. Figo. “Benissimo. Sarebbe fantastico”. Poi aggiunge “Senti, per il tuo progetto top secret ok, ma senti, facciamo una cosa trova una cosa qualsiasi da scrivere, una scusa insomma perché io ti metta in contatto con lui… Magari non ne viene nulla, però, chissà…”.
Chissà. E’ quel chissà il lato della vita che mi entusiasma. E dire che io, oggi, in Val Brembana, non ci dovevo neppure venire. Già!

Ta’

 

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