ALTRE 8MILA DI QUESTE MING

L’ho appreso questa mattina dagli Alpinisti in Erba, uno dei miei canali preferiti di informazione (e poi mi è stato segnalato essere un PESCE – non quello in Marmolada!): Federica Mingolla (forse già in una spedizione prevista nel mese di maggio… Forse l’Annapurna) vuole mettersi alla prova su un Ottomila metri. E qui, pesce o non pesce, mi parte una riflessione personale, che ho maturato negli anni e che, proprio in quanto donna, esterno con grande soddisfazione. 

Sapete, quando uno compie gli anni si dice altri cento, mille di questi anni… a me oggi è venuto da dire “altre 8mila di queste MING”. Altre 8mila di queste donne che se ne sono infischiate delle malelingue invidiose e hanno dimostrato di ESSERE BRAVE E ALL’ ALTEZZA.

Non “brava per essere una donna” ma “brava per essere UN alpinista”, senza che si renda necessaria una distinzione di genere.

Io la Ming la conosco da qualche anno e, da persona comunque esterna alla sua vita, l’ho vista crescere e credere fortemente in un sogno che l’ha portata a fare cose importanti (gradi sia in arrampicata sportiva che a livello alpinistico, corsi per diventare guida alpina). 

Bionda, occhi chiari, fisico magro e atletico… L’essere bella non l’ha certo aiutata in un mondo di uomini infastiditi dal fatto che una donna possa “fare uguale” e di donne infastidite dal fatto che “o sei bella o sei brava… e comunque meglio se sei una bella oca, così potremo sempre dire che se sei arrivata a fare qualcosa di grande il motivo è quello”…

In un mondo così, che vi giuro è la realtà di molte di noi DONNE  e non solamente delle alpiniste, non è evidentemente facile. Eppure lei se ne è fregata di quella massa di cretini e cretine che, dinanzi a ogni suo successo, erano pronti a criticare. E ha dimostrato di poter fare ma soprattutto di essere. 

A quanti uomini piace “mettere like” a una bella sportiva dai risultati medi o mediocri (e alla quale poter anzi dare dei consigli o sprecarsi in ridicoli apprezzamenti) piuttosto che a una sportiva (bella o meno bella, a questo punto poco conta) davvero impegnata e non solo di facciata? Sembra quasi che, dinanzi a una donna così, l’uomo (e a volte persino le altre donne) siano a disagio… E la cosa più grave è, a mio parere, che questi atteggiamenti, queste forme mentis, fanno sì che questi “pregiudizi” si reiterino e, addirittura, si rafforzino.

Troppo spesso sento dire che l’essere belle, nella società odierna, aiuta. No. L’essere belle e “sbiadite” aiuta, l’essere belle e “manovrabili” aiuta. Ma l’essere belle e intelligenti, belle e capaci, belle a brave, non aiuta. Essere così infastidisce il prossimo e basta. 

Non so in quanti saranno arrivati fino alla fine di questo scritto. Qualcuno avrà chiuso a metà, qualcuno neppure avrà iniziato perchè leggere è faticoso. Per chi fosse arrivato fino a qui, tre cose:
– grazie per la pazienza
– brava Fede, non smettere mai di andare per la tua strada
– Il mondo è lento, molto lento e allergico al cambiamento, ma grazie a Dio le donne sono resilienti. Altre 8mila di queste MING. 

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