BIVACCO CECCHINI (da Montespluga)

Punto di partenza: Montespluga

Punto di arrivo: Biv. Val Loga o Cecchini

Dislivello: 900 metri

Adatto a: scialpinisti, ciaspolatori

Aprire gli occhi la domenica mattina e ritrovarsi in un posto completamente diverso da dove sei solita svegliarti, è un’esperienza che tutti, di tanto in tanto, dovrebbero vivere. La scorsa domenica mattina ho aperto gli occhi, spostato la tendina, e mi sono ritrovata davanti lo specchio riflettente del lago di Spluga. L’erba di già macchiata, qua e là, di neve. Dico “di già” non solo perché l’espressione, così gergale, mi piace e funge da rafforzativo dei miei pensieri, ma perché non è da tutti (non è da tutte le persone e non è da tutti gli anni!) ritrovarsi, il primo di novembre, a pestare neve. Per una come me poi, patita di neve, questa è una vera festa, un regalo, una sorpresa inaspettata. Adoro partire in camper il sabato sera e sapere di svegliarmi, la domenica mattina, esattamente dove vorrei essere. Mettere su il caffè, sentire il gorgoglio della moka, vedere il cielo cambiare colore e passare dal rosso tipico dell’alba all’azzurro diurno. Vi è mai capitato di essere nel posto giusto al momento giusto? Di essere dove avete sempre sognato di essere e di vivere quello che avete sempre sognato di vivere? Quando è accaduto, se questo è accaduto, ve ne siete accorti sicuramente. Il problema, nella vita, è quando “ci dimentichiamo” (capita molto più spesso di quanto possiamo credere!) dove vorremmo essere e cosa vorremmo fare, perdendo così di vista gli obiettivi.

Ora chiudete gli occhi, per qualche secondo, e immaginate un luogo. Quello è il vostro prossimo obiettivo. 

La moka emette il suo suono gutturale e diffonde nell’aria l’aroma dell’arabica. Nero, potente, invadente, la miscela di acqua e adrenalina scende nella tazza di plastica bianca. La prendo dal manico e sorseggio il mio caffè, con lo sguardo che si perde verso le cime, oltre il lago. Appoggio la tazza nel lavandino (la laverò al rientro). Ora ho troppa fretta di mettere gli scarponi, agganciare i miei sci allo zaino e incamminarmi verso quelle cime. La neve è poca, soprattutto nella prima parte, e dobbiamo valicare alcuni torrentelli non ancora ricoperti … ma la voglia di mettere gli sci, unita alla paura di non poterlo più fare nelle prossime settimane, questa mattina era troppa. Non potevo lasciarmi scappare l’occasione di salire verso il Pizzo Ferrè. Credo che il Covid ci abbia migliorati, rendendoci molto più sensibili a tutte le cose belle e piacevoli, prima scontate, che con un lockdown potremmo perderci. Oggi è un regalo. Non so se settimana prossima potrò fare lo stesso. Ho imparato a cogliere l’attimo, a vivere il presente, a non concentrarmi sul futuro rischiando di lasciarmi sfuggire il presente.

Dall’abitato di Montespluga, proprio a ridosso del lago, la direzione per inoltrarsi nella Val Loga è assolutamente intuitivo. Nei pressi del ristorante La Capriata un cartello indica la direzione per il bivacco Val Loga (ex bivacco Cecchini, dai molti conosciuto proprio con questo nome). Il vecchio Cecchini, uno “scatolone in lamiera arancione” dall’aspetto ruspante, è stato nel 2009 sostituito con il nuovo bivacco Val Loga: una casetta in legno con al suo interno 6 posti letto, una cucina funzionante e pannello solare. Per pernottare viene chiesto un piccolo contributo (basta qualche euro) e una buona dose di civiltà. Sapete le “regole di buon comportamento” per chi vuole usufruire di un bivacco?

La salita si svolge interamente sulla destra orografica della vallata. Dapprima in falso piano e poi su qualche risalto. La salita è semplice, non impegnativa, adatta anche a ciaspolatori ma non cortissima. Buona come prima uscita della stagione, parliamo di quasi 900 metri di dislivello.

Dal bivacco si gode di una vista bellissima sul Ferrè e sull’abitato di Spluga, a fondovalle.

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