Punto di partenza: Loc. Cimalbosco – Schilpario (1580 m) Vetta quota: 2.409 metri
Versante di salita: N-E
Dislivello di salita: 826 m

23622462_10214989911210383_5413755524252715599_n

Fino a ieri solamente il massiccio della Presolana, Regina indiscussa delle mie belle Orobie, era riuscita ad emozionarmi in tal modo. Le Orobie mi emozionano, lo devo ammettere. Non perchè siano più belle di altre montagne, non perchè siano le migliori… Ma semplicemente perchè sono e le sento “mie”. Come dire, sono le più vicine, sono quelle che mi hanno cresciuta, sono le montagne da cui provengo. Con la  Regina, che esercita su di me un fascino indiscutibile, ho un legame affettivo molto speciale: mi ricorda Alberto Consonni, mio primo e unico Maestro di arrampicata, venuto a mancare troppo presto e con il quale ho in sospeso uno “Spigolo nord”… Era stato lui a portarmi per la prima volta sulle sue severe pareti. La Bramani fu la mia prima via, insieme a lui, che per renderla meno banale (a me era sembrata già una grande impresa!) l’aveva arricchita con la variante Scandella (6a). E niente, ieri quando mi sono ritrovata dinanzi agli occhi il Cimon della Bagozza, così imponente, selvaggio e dolomitico, sono rimasta a bocca aperta. Con la Torre Nino, “Acuminato torrione che si affianca allo spigolo N del Cimone della Bagozza.La sentinella più elegante del Cimon della Bagozza; tanto elegante quanto scorbutica e… severa. Battezzata col vezzeggiativo di Francesco Coppellotti, sottotenente volontario degli alpini, caduto sul campo dell’onore”, (cit. da Lo scrigno delle Orobie di Maurizio Agazzi). Una sentinella per davvero, posta a guardia dei Campelli In Val di Scalve, con le spalle appoggiate alla parete settentrionale del Cimon, sul cui spigolo nord mise la propria firma, nel 1934, Riccardo Cassin.

Ma oggi niente imbrago, niente corde, niente rinvii e cordini. Oggi si sale fino alla croce di vetta, dalla via normale, sperando di non trovare ghiaccio sulle roccette sommitali del breve canale che dalla parte terminale del ghiaione porta al Passo dell’Ortica. Ramponi nello zaino e piccozza “da passeggio” appesa fuori, oggi dovrebbe essere una di quelle giornate decisamente plaisir, quelle in cui il fascino della scoperta (almeno, per me questo tratto di Orobie costituisce qualcosa di nuovo e mai vissuto) supera la performance. Non si corre, si procede a passo lento, ascoltando il rumore della neve sotto le suole degli scarponi e ammirando l’imponente parete. Tracciando linee di salita immaginarie con lo sguardo, come fecero Cassin, Bramani e molti altri, anni addietro.

La Conca dei Campelli e i versanti esposti a sud sono maculati di grosse chiazze erbose. A nord, invece, il manto è ancora immacolato.

DSCN1003

Ben presto arriviamo sotto il pendio, ora ricoperto da qualche decina di centimetri di neve. Non molta, tanto che in alcuni punti ancora affiorano le rocce, mentre in altri il piede sprofonda nella neve e va a poggiare sul ghiaione sottostante, smuovendone i sassi. Una salita dolce, intorno ai 30-35 gradi, che impenna leggermente nella parte terminale e si infila in un facile canalino tra le roccette. Riusciamo a non calzare i ramponi, in quanto la neve non è ghiacciata, ma su un breve traverso scelgo di impugnare la piccozza. La salita passa ai piedi della scenografica Torre Nino e, dal Passo dell’Ortica, se ne scorge il profilo slanciato e affilatissimo. Credo che se  la roccia fosse “sana” sarebbe meta di scalatori, un po’ come accade per la Fiamma in Albigna (paragone un po’ tirato, ma che volete che vi dica… a me a pancia…).

Non appena arriviamo al passo, dopo aver superato le roccette in uscita, entriamo nel sole pieno. Da qui saliamo il semplice pendio per buona parte ancora innevato, che nel giro di una mezz’ora porta alla croce di vetta. L’aria è fresca, il sole decisamente caldo e il panorama tutt’intorno uno spettacolo. Una bella foto di vetta con i soci di questa avventura: Andrea, Rena e “cappellino da pescatore” Roccia, prima di ributtarsi (questa volta in discesa) nel freddo della nord.

Copia di P1220098 (Custom)

Copia di P1220082 (Custom)

DSCN0933

DSCN0988

Condividi