CORRERE SU STRADA PARTENDO DALLA SCARPA GIUSTA

Fino allo scorso anno correvo su strada con le scarpe da trail. “Blasfemia!” – diranno quelli della strada. “Ma se tanto poi corri in montagna, la strada non la devi neppure guardare!” – diranno i fanatici dello sterrato. Sta di fatto che così facendo, sottovalutando la scarpa con cui mi allenavo su strada, mi sono procurata una moltitudine di piccoli infortuni che hanno reso il mio correre sempre più difficile e sofferto. Il punto è che il mio, su strada, è sempre stato un allenamento discontinuo, dipendente più dalla praticità e dalla comodità che da altro. Non finalizzato al miglioramento, come invece avrebbe dovuto essere. Insomma, data la mancanza di tempo o la scarsa motivazione, era più semplice uscire di casa, staccare la testa e correre su asfalto piuttosto che fare la stessa cosa ma dover tenere costantemente lo sguardo fisso su terreno e l’attenzione a mille su un sentiero accidentato.

Questo fino al lockdown quando, costretta dalla situazione, mi sono ritrovata a percorrere ogni mattina quei 200 metri sotto casa praticamente all’alba, per nascondermi dagli occhi indiscreti dei vicini e munita di mascherina. Sì, ho corso con la mascherina calcata sul naso e, cosa incredibile, sono ancora viva a vegeta, senza danni neurologici apprezzabili … o se non altro non peggiorati rispetto alla situazione precedente! Scherzi a parte, correndo quotidianamente su strada, mi sono resa conto di quanto davvero questa tipologia di corsa sia traumatica per muscoli, tendini e articolazioni. Cosa detta, ripetuta e stra-ripetuta  sia dall’osteopata sia dai vari fisioterapisti, ma alla quale mai avevo dato peso con la scusa del “Ma tanto io in strada ci corro così poco!”.

Negli allenamenti durante il lockdown ho compreso anche l’importanza dello stretching pre e post allenamento (lo stretching, questo sconosciuto!) e dell’allenamento funzionale mirato al rinforzo della muscolatura e al miglioramento di coordinazione e equilibrio. E questo non per migliorare la performance (che non possedendo neppure un orologio non è mai stata una mia fissa!) ma per stare meglio e poter praticare sport senza dolori!

Quindi scarpe giuste, stretching e allenamento funzionale.

Se per le scarpe mi sono rivolta a brand che, di scarpe, ne sanno… Per l’allenamento ho avuto la fortuna di incontrare una specialista che mi segue due volte a settimana ormai da due mesi e devo dire che i risultati si vedono. Ma questo sarà argomento di un’altra puntata.

 

Partiamo oggi dalle scarpe per il road running, ovvero la corsa su strada. Dopo il modello di Salomon, ho provato una scarpa talmente apprezzata che è arrivata oggi alla 18sima edizione: parlo della Glycerin 18 di Brooks.

Morbidissima e molto, molto comoda, spesso la indosso anche come scarpa da passeggio oppure nella quotidianità, soprattutto se so di dover stare in piedi molte ore.

Adatta per il runner neutro, dà il massimo di sé e assolve meglio alla sua funzione con corridori di peso medio e elevato. Ma si adatta bene a qualsiasi peso grazie al Dna Loft con cui è realizzata l’intersuola. Si tratta dell’ultima evoluzione del DNA di Brooks, un materiale che ha la capacità di adattarsi ai runner di qualsiasi peso e velocità, che posizionato nella zona di transizione rende il movimento del piede più continuo, favorendo una rullata fluida dal tallone fino alla punta.

 

La soletta in OrthoLite, inoltre, garantisce una comodità di calzata ancora superiore. Il confort, la morbidezza a cui prima accennavo, è invece data dall’imbottitura interna che circonda il piede e che accompagna e asseconda ogni falcata. La tecnologia 3D Fit Print conferisce infine grande flessibilità.

 

https://www.brooksrunning.com/it_it

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