Una bella intervista alla biologa nutrizionista Donatella Polvara, direttore Laboratorio Analisi casa di cura Talamoni di Lecco e membro del Comitato Scientifico del CAI Lombardia. Nella scorsa puntata ci eravamo lasciati spiegando brevemente cosa è il power food e quando bisognerebbe assumerlo (https://www.cordadoppia.com/il-potere-del-power-food/), oggi proseguiamo parlando di idratazione e tipologie di barrette. 

“Alimentazione in ambiente estremo. L’alta quota e l’ambiente polare” 

Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a scrivere il tuo libro: Alimentazione in ambiente estremo?

Esplorare nuovi ambiente e conquistare luoghi incontaminati ha sempre affascinato l’uomo. Salire sulle alte vette delle montagne, magari con gli sci ai piedi, o percorrere lunghi trekking in neve fresca, sono tutti sport che richiedono una preparazione fisica, mentale ed una nutrizione adeguata per mantenere le performance. Sono appassionata di montagna, sperimento e apprezzo fare sport a contatto con la natura, per questo mi sono sentita chiamata in causa quando sentivo parlare di alimentazione adeguata in montagna. Alle richieste di molti sui cibi più indicati da mettere nello zaino, per affrontare freddo e alta quota, ho risposto con un questo libro. Con la convinzione che un sogno può diventare un grande progetto, si deve studiare la logistica e il coefficiente di rischio. La strategia di preparazione dei materiali e dei viveri è fondamentale per condurre le proprie imprese con il cuore e con la testa.

E’ importante l’integrazione salina quando si affrontano le scalate alpine?

Il completo equilibrio idrosalino del corpo, sodio, potassio e cloro, è fondamentale per mantenere in assetto costante i vari organi come il cuore, i muscoli, l’apparato renale ed il cervello, ed evitare l’eccessiva stanchezza. Soprattutto se si pratica trekking in montagna o sci nelle varie forme, per parecchi giorni consecutivi, l’integrazione salina è indispensabile. Nel libro è spiegato molto bene come utilizzare i Sali minerali che si trovano in commercio anche per esplorazioni a basse quote. Mentre chi affronta l’ambiente estremo dell’alta quota necessita di un piano mirato di reintegro con l’associazione di vitamina CIl rischio maggiore è quello di un uso non consapevole ed eccessivo di tali prodotti, per la convinzione che più se ne assumano e maggiori sono le prestazioni. Sarebbe opportuno invece integrare solo se c’è l’effettivo bisogno cercando di non superare il limite di assorbimento intestinale. Per esempio per i carboidrati questa soglia è 60 gr ad ora, in condizioni di sforzo intenso. Livelli superiori non vengono assorbite in tempi corretti, richiamano acqua nell’intestino e causano un quadro con sintomi gastroenterici. Importante è rispettare i parametri di diluizione che si trovano sull’etichetta dei prodotti.   

Le barrette possono essere un ottimo sostituto del pasto?

Le barrette sono un’ottima soluzione per l’integrazione in chi fa escursionismo estremo. Sono leggere, sono studiate appositamente con tutti i principi nutrizionali validi, calcolate per garantire l’apporto energetico ideale negli sforzi fisici e ne esistono per tutti i gusti.  La scelta deve essere fatta in funzione dell’attività fisica che si andrà a svolgere,  e dal tipo di ambiente da esplorare, e dell’utilizzo che se ne vuole fare. Come piccoli break, mangiate a piccoli pezzi durante i percorsi in salita, per evitare i cali, possono bastare quelle alla frutta arricchite con miele. Nei percorsi di più giorni in autonomia, come sostituti del pasto, si dovranno utilizzare quelle con un apporto calorico maggiore. (Kcal > 200 per 100 gr). In questo ultimo caso quelle composte dal 50% di una buona parte di carboidrati come il mais, il riso soffiato, la quinoa, il miele, lo sciroppo d’acero sono l’ideale. L’associazione con frutta secca, arachidi, albicocche, i frutti rossi e frutti esotici alzano il valore biologico e la quantità di calorie fornite per 100 gr. Per trekking di più giorni e al freddo utile procurarsi del pemmican.

Che cos’è il pemmican?

Il pemmican è una sorta di barretta molto calorica: cento grammi di pemmican possono apportare fino a 800/990 Kcal. E’ composto principalmente da carne essiccata, da frutti rossi, da sebo e da frutta secca. In realtà la formulazione può essere studiata a piacimento in base ai propri gusti ed al potere calorico che si vuole ottenere. Nella maggior parte dei casi la carne utilizzata principalmente è quella di bovino, cervo, o bisonte; viene tagliata a striscioline, viene e fatta essiccare al sole o tramite un essiccatore. Quando è ben pronta viene triturata finemente e mischiata a mirtilli, ciliegie o bacche commestibili, frutta secca come noci, nocciole e mandorle. Esiste anche una formulazione per vegetariani privo di carne, ma ricco in malto d’ orzo, mais oppure avena, con una quota proteica data dal latte in polvere e i piselli essiccati. Questa galletta fu formulata anticamente dagli Indiani d’America e ancor oggi si trova in commercio e può essere utilizzata come cibo strategico; una vera e propria bomba calorica a portata di mano!

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