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Nell’ultimo post ero rimasta all’importanza di avere una agenda:

“Un elemento di ordine. Simbolico, ma neanche più di tanto, che mi obblighi a dare o ridare il giusto valore alle cose. Un ordine di priorità alla vita. Per non arrivare, a fine 2019, con la lista di quello che non ho fatto. E quindi domani andrò a comprare una agenda. Sì, quelle di carta che non si usano più e che sono ormai state sostituite dal google calendar. Una agenda da scrivere e guardare, settimanalmente, mensilmente. Sulla quale appuntarmi le cose che devo fare e il tempo che è giusto dedicare a queste cose. Per ritagliare degli spazi e fare sì che la mia vita non venga inghiottita da “tutto il resto”. Domani uscirò di casa e mi regalerò una agenda”.

L’ho fatto. L’ho presa. Ha delle farfalle in copertina, come la mia spalla, con la farfalla. E dopo ho iniziato a sfogliarla. E dopo ho iniziato ad appuntare cose, quelle piccole cose che nel 2019 saranno riti. Ad esempio lo yoga il lunedì sera. Io? Yoga? Mai mi ero detta: è lento, è noioso, è… è semplicemente il contrario di tutto ciò che sono. Ma perchè non investire un’ora della propria settimana (una, solo una!!) a cercare di capire cosa ci può essere di bello, utile e costrruttivo in qualcosa che non ti ha mai attirato?

Mi sono appuntata che ho quasi 36 anni… che potrei essere a metà della mia vita (o forse anche qualcosa di più), che potrei svegliarmi una mattina e… e semplicemente non svegliarmi. E che quindi bisogna pensare innanzitutto a vivere. Voglio dire, se dovessi morire domani, porkamiseria quante cose rimpiangerei. Cose che non ho fatto. E di quel che ho fatto non rimpiangerei nulla.

E quindi dopo aver preso l’agenda, ho anche preso due biglietti aerei, una guida della Lonely Planet con su un uccelletto, prenotato un’auto. Ho selezionato due vette, un’isola e un pezzo di mare su cui navigare… a vela. E niente. E ora bisogna organizzare il tutto. Sud America… sono anni che ti sogno e ora, finalmente, sto per tornare.

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