Doveva essere una gara dalle temperature assolutamente primaverili, da affrontare in pantaloncini corti e canotta, con vedute mozzafiato sul lago (o meglio sui tre laghi: Tenno, Ledro e Alto Lago di Garda) e tanta adrenalina. Beh, di sicuro quest’ultima, l’adrenalina, non è mancata. Così come non sono mancati entusiasmo e una marea di partecipanti, nonostante la pioggia e (tanto per dare un surplus di lavoro agli organizzatori) la neve in quota! Il maltempo non ha quindi bloccato l’esercito di “corridori della montagna” che, sabato 6 maggio, a dispetto di ogni nefasta previsione, si sono presentati ai nastri di partenza della seconda edizione del Garda Trentino Trail. Si sono così distribuiti su tre tracciati, tutti confluenti nell’unico grande arrivo di Riva del Garda.

E per me è stata la prima gara di stagione, ad un mese (un mese e un giorno dall’inizio degli allenamenti in vista della CCC). Giovanni me lo aveva detto: “Ti alleni da un mese e 42 k in montagna non li hai nelle gambe, ma se serve che tu la faccia allora poniti come obiettivo quello di essere finisher”. Eh sì… questa gara mi serviva per un semplice motivo: a febbraio, quando mi è stato assegnato il pettorale della CCC, l’organizzazione mi ha informata che una gara dell’anno precedente (una 45k), il cui punteggio avrebbe dovuto farmi raggiungere i fatidici 7 punti per partecipare alla CCC valeva, in realtà, un punto in meno di quanto credessi e che avrei dovuto fare (entro giugno) una gara che valesse tre punti Itra… Robe burocratiche insomma. La Garda Trentino Trail faceva a caso mio.

“Fai in modo di essere finisher” – mi aveva detto Giovanni – “O ti rischi la partecipazione alla CCC”. Ce l’ho messa davvero tutta e dopo 7 ore, finisher, lo sono stata per davvero. Con grande, con enorme soddisfazione. Anche perché ho partecipato con mio padre, che me le ha date sulle orecchie, eccome se me le ha date, arrivando prima di me e molto più fresco e riposato della sottoscritta. Sangue buono, gambe anche. Ma io, come dico sempre, ho cuore… e si arriva anche con quello. Con il cuore.

Il tracciato, partenza da Tenno e arrivo a Riva del Garda, è assolutamente corribile e panoramico. Alterna tratti di sentiero agevole con altri più tecnici (soprattutto nelle discese che, bagnate dalla pioggia abbondante, hanno richiesto un po’ di attenzione).

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Ma la cosa che più emoziona, come sempre, ma come mi ero scordata, visto che di gare ne faccio davvero poche, sono le persone.

“Hei ciao, come va? – Sei Tatiana? – Quale fai? – Siamo amici su FB! – Sei una Carvico’s Skyrunner anche tu? (Ormai iCarvico’s li conoscono un po’ in tutte le gare) – Ma perché non hai la divisa ufficiale? (ehm, storia lnga ma sostengo e sosterrò sempre la società, in quanto a mio parere meritevole!) –Ci si becca sul percorso! – Beviamo un caffè pre gara? – Ma questo è tuo papà? – Fa la GTO quest’anno? – Ma tu che gare fai? …… E chi più ne ha più ne metta. E poi il tifo. Le persone sul percorso, che non ti conoscono e ti incitano. Come mi era successo in Francia, ad Annecy, al Tecnica Maxi Race. “Alè Alè Tatianà (con l ‘accento sulla finale). Ricordi. Ricordi belli che tornano tutti d’un fiato e si mischiano agli “Alè” “Forza” dei volontari che stanno sul percorso.

E si parte, dopo un abbraccio e ad una foto di rito con il papà, che mi preoccupo di inviare subito alla mamma che curiosa, da casa, segue la gara.

La prima parte è in discesa e le gambe girano (almeno pare) ma ben presto inzia la salita. Una lunga salita di una quindicina di chilometri, un bellissimo traverso che è ancora coperto di neve e poi la discesa, a capofitto, tecnica e impegnativa. Si corre e si respira forte, cercando di inalare più aria possibile. A ristoro i volontari sono cordiali e, vedendomi ragazza, anche spiritosi! Intorno al 25simo chilometro riparte la salita. Inizia a piovere per davvero e questa volta, con i chilometri già fatti nelle gambe, la sento più dura, molto più dura. Indosso la giacca antipioggia e ringrazio Marmot, che mi ha attrezzata con una giacca che, oltre ad essere impermeabile, è anche mediamente pesante.

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Si sale e si sale ancora, fino a che non inizia quella che dovrebbe essere l’ultima discesa. Continua a piovere e le nuvole sono basse, ma laggiù si intravede il lago. Data la pioggia l’ultimo tratto di gara, sulle creste, è stato deviato su una strada bianca che si alterna a tratti di bosco. Sotto, il lago. Gli ultimi 5k, interminabili. Ma come sempre accade, sono gli ultimi e la fatica si mischia a quella vocina che da dentro dice “Tieni duro, stampati il sorriso e arriva così al traguardo. E’ andata anche questa volta”.

E sul lungo lago, a Riva del Garda, la folla aspetta gli atleti. Il gonfiabile è là, così vicino anche se sembra lontano. Lo vedi, senti la voce dello speaker, senti l’odore della soddisfazione. E’ il tuo momento. E’ solo tuo. Lo afferri e lo tieni stretto stretto, quasi a renderlo parte indelebile di te. Un ricordo, che rimane per sempre. Arrivata.

 

Tutti i vincitori del Garda Trentino Trail:

Garda Trentino Trail, 60km e 3500m D+: 
Stephan Hugenschmidt (Team Salomon Deutschland) – 5:57’47”

Maria Zoeschg (Telmekon Team Sudtirol) – 8:11’26”

Tenno Trail Marathon, 42km e 2400m D+:
Luca Varisco – 4:54’34”

Gitti Scheiber (Tv Immenstadt) – 5:35’57”

Ledro Trail Experience, 30km e 1000m D+
Thomas Nitz – 2:42’10”

Francesca Pretto (Summano Cobras) – 2:52’39”

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