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Geolocalizzazione in montagna: quanto ne sappiamo veramente? Per quanto mi riguarda, pur frequentando la montagna in maniera assidua e in luoghi anche abbastanza impervi, mi sono accorta di saperne davvero poco. O meglio, di avere in testa una confusione incredibile circa numeri utili di emergenza urgenza e App o dispositivi per lanciare il segnale di SOS. Per questo ho deciso di documentarmi tramite internet e ho scoperto che non esiste una pagina dove si riassumano in breve i numeri, le App o i dispositivi esistenti.

Ho raccolto info a destra e a manca e poi ho contattato Alessandro Molinu, vice presidente del Soccorso Alpino Nazionale, che mi ha spiegato in poche parole lo stato dell’arte.

Scontato dire che quando si va in montagna è sempre bene avere con sé un cellulare con la batteria carica e accesso al traffico dati.

NUE 112

Partiamo dalla migliore delle ipotesi, ovvero quella in cui ci facciamo male, siamo coscienti e abbiamo addirittura rete telefonica e traffico dati. In quel caso potremo fare una chiamata e inviare la nostra posizione tramite, ad esempio, Whats App. Il numero unico per l’emergenza (non solo in montagna!) è il 112 (NUE, che sta per Numero Unico Emergenza).

Ma attenzione! Il NUE 112 è attivo in tutti gli stati membri dell’Unione europea così come anche in molti altri Stati di tutto il mondo (Russia, Svizzera, Ucraina, Islanda, Norvegia). In molti paesi, tuttavia, il servizio non è ancora completamente attivo come “numero unico” e in Italia non è presente in tutte le regioni e in tutte le province (Come dire… ci stiamo adeguando, mica potevamo attivarlo in tutta Italia contemporaneamente, ma ci stiamo lavorando!.

Esiste anche una APP molto interessante per chi si reca in alta montagna, si chiama “WHERE ARE U 112” e permette l’invio della propria posizione GPS alle centrali operative NUE 112 della Lombardia. App Attiva solo nelle regioni italiane dove il 112 e il numero unico.

App GeoResQ

Facciamo un passo avanti e introduciamo quindi la App GeoResQ, assai caldeggiata e consigliata da Molinu.

GeoResQ è un servizio gestito dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (come dire, vai a contattare già le persone giuste, quelle che verranno a salvarti!) ed è pensata per i frequentatori della montagna (mentre il 112 e un numero di emergenza urgenza generico).

Questa App scaricabile su smartphone è gratuita per i soci Cai e a pagamento per tutti gli altri utenti (un roba irrisoria… tipo 24 euro all’anno, l’equivalente di due caffe al mese… La vostra vita vale meno di due caffè al mese?).

Molinu mi ha spiegato che si tratta dell’evoluzione dell’Sos Locator usato dal 2013 dal Soccorso Alpino e che al momento ha all’attivo 52.000 utenti registrati. Oltre a lanciare l’allarme, consente di determinare la propria posizione geografica in maniera piuttosto precisa, di effettuare il tracciamento in tempo reale delle proprie escursioni e mantiene traccia di essi. Fornisce supporti cartografici, coordinate, sentieristica. Tra le funzioni a mio parere più interessanti c’è quella definita “Seguimi”, che registra un punto ogni tot, di default, mentre tu ti muovi in montagna. Ciò significa che in caso di emergenza (persona che non rientra la sera e conseguente attivazione dei soccorsi) la centrale operativa può bypassare le barriere della privacy (consentito dal Garante) e seguire le “briciole di Pollicino” fino al punto più vicino di tracciamento. Questo è molto utile anche in caso cui la persona non sia cosciente e quindi impossibilitata a lanciare il segnale di allarme.

Per poter utilizzare GeoResQ è necessario possedere uno smartphone (con sistema operativo Android, iOS Apple e Windows Phone, che deve essere dotato di antenna GPS e di Sim telefonica abilitata al traffico dati), tradotto: un normale smartphone.

Ma come la mettiamo col fatto che in montagna a volte il cellulare prende e a volte non prende?

Molinu mi ha assicurato che GeoResQ è una app che necessita di pochi istanti di connessione al traffico dati per far “passare” il segnale di Sos (che pesa pochi bite). Che è una App attenta e che rimane allerta fino a che il nostro telefono non becca, anche casualmente, anche per pochi secondi, la cella e riesce a inviare il messaggio di allarme con la posizione precisa.

24 euro all’anno… Perché non scaricarla?

La tecnologia Satellitare, dal Garmin allo Spot

Concludiamo con gli strumenti di localizzazione che al momento garantiscono maggior garanzia  (il che non corrisponde, anche Molinu me lo ha sottolineato, ad un soccorso necessariamente immediato… Ma quest’ultimo dettaglio è completamente fuori dal nostro controllo).

Stiamo parlando di tecnologia satellitare, che rende l’utente raggiungibile in ogni parte del mondo tramite abbonamento satellitare. Ieri, alla fine, ho proceduto con l’acquisto di Garmin GPSMAP 66i (esiste anche mini InReach, più “economico” ma con tutte le funzioni necessarie per lanciare e ricevere soccorso). In entrambi i modelli la funzione SOS (lanciato tramite rete satellitare Iridium) è attiva 24/7 è direttamente collegata al centro di coordinamento emergenze internazionale GEOS. Entrambi bidirezionali (permettono di inviare e ricevere messaggi), hanno una batteria ricaricabile al litio di lunga durata e effettuano anche in funziona stand by una localizzazione ogni 10 minuti. Le differenze sono principalmente le funzionalità legate alla possibilità di caricare mappe: il GPSMAP permette anche di seguire un percorso, salvare una traccia, condividere il viaggio su altri dispositivi, con persone o addirittura sui social, oltre ad avere altre funzioni non fondamentali ma comunque utili… compresa la richiesta delle condizioni meteo.

Il limite? Il costo… ma quanto vale la vostra vita? Meno di 500 euro?

Esiste anche Spot Gen3, decisamente più economico e comunque creato per mandare SOS e brevi messaggi di testo precostituiti e importati dal pc (da casa prima di partire). Più leggero, meno costoso, ma appoggiato su un sistema di satelliti (Globalstar) che non copre il 100% del mondo, mentre Iridium ha una copertura totale (compresi i Poli). Il lato negativo dello Spot è, a mio parere, l’impossibilità di interfacciarsi tramite sms mirati con chi è in ascolto dall’altra parte. Cosa molto utile per far capire a chi ci deve soccorrere il nostro stato di salute o la dinamica dell’incidente, o ancora il numero delle persone coinvolte.

Fonte: Globastar Italy

Credo che al momento in Italia (e al mondo) questi siano i due dispositivi più conosciuti e utilizzati. Alpinisti come Hervè Barmasse e Simone Moro si sono pronunciati a favore di Garmin, ormai irrinunciabile per le loro spedizioni. Per quanto mi riguarda… lasciatemi qualche tempo e vi saprò dire!

 

Ph. Hervè Barmasse pagina FB

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