IL DIGIUNO, QUESTO SCONOCIUTO

Avete mai sentito parlare di digiuno? Io sì, a volte. E l’ho sempre ritenuta una pratica (sbagliata) finalizzata (esclusivamente) al dimagrimento. D’altra parte non ho mai avuto neppure necessità di dimagrire più di tanto e quindi non ho mai pensato di affrontare periodi di digiuno.

In realtà il digiuno (di uno, due oppure tre giorni) è una pratica ampiamente trattata nella letteratura medico scientifica. Umberto Veronesi, oncologo di fama internazionale venuto a mancare nel 2016, ha dedicato un libro all’argomento. Nell’opera Veronesi afferma che “purtroppo nella nostra società il problema della sovralimentazione viene spesso sottovalutato, o affrontato solo da un punto di vista estetico, dimenticando che l’eccesso di calorie introdotte nell’organismo attraverso il cibo è responsabile di disfunzioni cardiocircolatorie, diabete, cancro e può essere anche causa di mortalità precoce. Per garantirci una sana longevità occorre però ripensare il modo in cui ci nutriamo: è necessario basare l’alimentazione su una dieta adeguatamente variata, che moderi i grassi e non dimentichi mai frutta e verdura; optare non solo per l’eliminazione del consumo di carne ma anche per la progressiva riduzione delle porzioni e delle calorie; scegliere di mantenere il giusto peso corporeo, in un rapporto intelligente benessere, attività fisica e psiche”.

Il libro, per chi fosse interessato, si intitola “La dieta del digiuno”. Incuriosita ho chiesto a destra e a sinistra, tra i miei conoscenti che si occupano di alimentazione e benessere e, con una certa sorpresa, ho scoperto essere in molti quelli che affrontano una giornata di digiuno a settimana, chi una volta al mese e che invece affronta i tre giorni di digiuno un paio di volte all’anno.

 Ma io sono come San Tommaso e non ci credo fino a che non ci metto il naso. Le cose nuove mi incuriosiscono e non parto mai (o almeno questo è il mood che cerco di mantenere) con preconcetti. Con Barbara, durante gli appuntamenti zoom di Semi di Benessere (ogni giovedì sera alle 19,30) abbiamo deciso di proporre alla community un digiuno che inizierà il 9 dicembre e durerà 3 giorni. Si tratterà di un percorso “seguito”: nei tre giorni precedenti al digiuno verrà infatti fatta una preparazione alimentare.

Perché?

Perché sono curiosa di capire come funziona. Voglio capire se è vero che al termine della pratica ci si sente molto più forti e pieni di energie. Questo perché il digiuno fa sì che il corpo non sia impegnato nella digestione e quindi si impegni in altri processi di riparazione e nell’eliminazione delle tossine. Una volta che il corpo avrà terminato di bruciare gli zuccheri, si concentrerà sull’eliminazione dei grassi (ne consegue naturalmente anche una perdita di peso, più o meno importante a seconda della massa grassa corporea). Pare che a beneficiarne siano anche il fegato e l’intestino, l’umore (stento crederci, come potrò avere gioia senza zuccheri?), la qualità del sonno e la pelle.

Ho deciso che nel periodo di digiuno, caratterizzato da una dieta liquida, divieto assoluto di zuccheri o dolcificanti di qualsiasi tipo, integrazione di magnesio e attività fisica moderata, terrò un diario (poche note giornaliere) per evidenziare difficoltà e eventuali benefici.

CONTATTI – Per chi fosse interessato a seguire insieme questo percorso, contattare Barbara per maggiori info e richiedere l’EBook gratuito sul Digiuno Consapevole. 

Instagram: @centinarabarbara oppure barbara@barbaracentinara.com

                                             IL DIARIO DEL DIGIUNO

PRE-DIGIUNO

Come da indicazioni di Barbara (dopo essermi letta per bene l’EBook sul Digiuno Consapevole) in queste due giornate ho seguito una dieta che per me non è stata complicata in quanto già di mio mangio pochissimi carboidrati perchè non amo pasta, pizza e tutte quelle cose lì (le torte e i biscotti, però, li adoro!).

Ho consumato tante verdure non amidacee (prediligendo quelle di stagione), un po’ di frutta (lamponi a colazione ed esempio oppure le arance o ancora i cachi della mia pianta), proteine animali (carne ma soprattutto pesce > salmone, orata e pesce spada) e olio EVO. Acqua, tisane, zuppe di verdura… No birra e no vino (mi sono complimentata con me stessa per essere riuscita a guardare Rocco bersi una buonissima Orval senza cedere e, anzi, fingendo disinteresse! Arghhh!). 

Confesso di essere stata brava ma non bravissima, in quanto ho ceduto un po’ per quanto riguarda gli zuccheri: ho rubato un pezzo di pancake a colazione e ho “leccato” il cucchiaio dell’impasto della torta al cioccolato (lo so, preparare una torta durante i tre giorni di pre-digiuno e digiuno vuol dire volersi male!!). 

Questa sera prevedo una cena a base di verdura e hamburger / polpette di soia. E da domani… Si parte! 

 

DIGIUNO – GIORNO 1

Primo giorno. Ieri sera la mia cena è stata più abbondante del solito. Questo perchè speravo che, mangiando abbondantemente, mi sarei svegliata ancora “con la pancia piena”. Inoltre, per consumare meno energie, ieri non sono uscita a correre (lo so, può sembrare pazzesco o esilerante a seconda dei punti di vista, ma se ne fanno di cose strane e io non sono certo diversa da tutti quelli che fanno cose non, o non del tutto, sensate). Risultato: mi sono svegliata affamata, non affamatissima ma con quella voglia di mettere sotto ai denti qualcosa. 

Una volta praticati i 5 Tibetani insieme a Barbara (diretta sul profilo Ig) e aver bevuto un paio di tazze di tisana al tiglio, la fame si è placata. Sono seguite 4 tazze di brodo di verdura, reso più gustoso dall’aggiunta di un pizzico di pepe. Ora come ora avrei voglia di qualcosa di dolce, ma tengo duro. Tra un’ora mi preparerò una tisana all’aloe che, contenendo anche cannella, ha un sentore abbastanza dolce. 

Mi sono accorta che la cosa più dura non è la fame, perchè di fatto non ho ancora avuto vera fame, ma il fatto di sapere di non poter mangiare. Il fatto di non poterlo fare ti fa venire ancora più voglia di sgranocchiare qualcosa… è una cosa mentale. Come i bambini che hanno voglia di fare quel che non possono fare e di mangiare quel che non possono mangiare. Oggi la mia testa funziona esattamente così…

Cena: brodo di verdura. La fame è incredibilmente sparita… anche se ucciderei per mangiarmi un biscotto, una fetta di panettone o un cucchiaio di miele.

DIGIUNO – GIORNO 2

Alla grande. Nessuna, nessunissima fatica. Anzi, un bel senso di leggerezza e di energia, tanto che ho osato farmi anche una camminata. Alla grande fino alle 17 ,30 del pomeriggio quando, inciampando in una barretta alle noci (buonissssssimaaaaa!) me la sono mangiata. 

Brava… ma non bravissima! Ho subito confessato il misfatto a Barbara che mi ha tranquillizzata dicendomi che “sono umana” e che “la prossima volta sarò più brava ancora”.  La cosa peggiore è che il cedimento non è stato dovuto alla fame (non ne avevo!) ma alla golosità. La testa non mi ordinava più di mangiare eppure… non ho resistito alla gola! 

Dopo questo “sgarro” ho comunque deciso di non interrompere tutto e di cenare con il brodo di verdure questa sera e di pranzare domani mantenendo ancora il regime liquido. Alle 15 avrò il mio appuntamento on line con Barbara che mi spiegherà la reintegrazione corretta in modo da ricominciare a mangiare domani sera a cena. 

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