Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.cordadoppia.com/home/wp-content/themes/Divi/functions.php on line 5763

Eccomi qua. Per fortuna questo non è periodo di gare (a meno che uno non voglia andare proprio a cercarsele… sì, perchè le gare ci sono sempre!) e il mio prossimo obiettivo (sempre che io venga “pescata”) sia ad agosto 2017… Per fortuna!

img_6925

Dico per fortuna perchè, da metà settembre, lotto contro una spiacevole sciatalgia. Un mostro praticamente. Che se ne sta lì silente e parte quando meno te lo aspetti! Dopo il GTO mi ero illusa di essere praticamente invincibile: ERROREEEE! Il doloretto si è manifestato prima nelle zone schiena e gluteo (zona lombare per la precisione), poi anche alla gamba e al polpaccio. Quando corro, dopo uno o al massimo due km, fa male anche la pianta del piede. Il peggio viene quando guido oppure quando sto seduta davanti allo schermo del Pc (quindi, in pratica, tutto il giorno!). Sono stata a riposo e ho preso anche qualche antiinfiammatorio (che cura il dolore, ma non la causa!). Ma è subdolo questo doloretto: sembra passato, quindi esci, corri 4 km e ti accorgi che è ancora lì. Identico a prima.

Sono andata dal fisioterapista, Stefano Punzo, uno dei migliori qua in zona e forse anche in Italia. Mi ha detto che avevo la schiena “bella bloccata” e… e crack e strack… me l’ha sbloccata. Abbiamo incrociato le sita, sperando che bastasse a far “rientrare” l’infiammazione. Ma niente. Lui è sempre lì (il doloretto!!!) e si ripresenta puntuale quando meno te lo aspetti.

img_6932

Qualche giorno fa, ormai in preda alla disperazione, ho scritto a Giovanni Bonarini (il coach che mi ha seguita nella parte di preparazione trail al GTO) e gli ho raccontato del mio problema. Mi ha scritto “Forse ti posso aiutare”. Oggi, dalle 14 alle 15, sono andata a trovare Giovanni presso il Centro Sportivo Saletti a Nembro (Bg), dove lavora come preparatore atletico.

Mi ha raccontato di aver sofferto (anche lui!!!) per un buon periodo di tempo a causa di questa infiammazione e che, se non si scopre la causa (quindi se non si risolve il problema a monte) il semplice fermo tecnico non serve a molto. Perchè tanto poi, se non causato da un evento traumatico specifico, il dolore torna. E’ il mio caso. Sono andata a letto la sera che stavo benone e mi sono svegliata la mattina successiva con questa fitta tra schiena a gluteo destro…

Non ho ancora fatto esami specifici (risonanze, ecc…) e spero davvero di risolvere il problema prima di arrivare a ciò!

Il nuovo tentativo consiste nel correggere la postura di corsa e l’appoggio del piede, oltre a introdurre almeno una decina di minuti al giorno di stretching che (sono sincera!) non ho mai fatto in vita mia.

img_6927

Giovanni mi ha guardata correre, con l’occhio attento dell’esperto e, dopo tre giri di pista, mi ha fatta fermare e mi ha spiegato queste cose:

  • Il nervo sciatico è una infiammazione che affligge, in genere, molti neofiti e io (nonostante il GTO) sono una neofita al 100%. Ho scoperto la corsa quest’anno e poco importa che abbia portato a termine un paio di gare importanti, rimango comunque “una alle prime armi”.
  • La mia postura, soprattutto nella corsa lenta, è un po’ “seduta”: significa che il busto dovrebbe stare inclinato di qualche grado più in avanti (cosa che invece viene più naturale quando corro a ritmo più sostenuto), evitandomi di appoggiare a terra il tallone. L’appoggio del tallone determina un momento di “non spinta” (quasi di frenata) e un maggior sforzo della parte interessata. Cosa dovrei appoggiare a terra quando corro per evitare questo sovraccarico? La pianta del piede e/o la parte davanti (punta o avampiede) a seconda del ritmo di corsa. Il che, correndo con il busto un po’ più sbilanciato in avanti (un po’, non troppo!!!), viene “quasi” naturale.
  • Per imparare ad appoggiare l’avampiede mi ha fatto fare degli esercizi di andatura. Corsa calciata dietro, corsa a ginocchia alte, corsa all’indietro. In tutti questi casi effettivamente la zona che appoggia NON è il tallone e il dolore alla sciatica è pressocchè impercettibile. La cosa “simpatica” sarà imparare a correre così, abituarmi, rendere il movimento automatico.
  • Giovanni oggi ha detto bene: “Correre è come camminare. E’ una delle cose più spontanee che ci siano. Nessuno di noi riflette su come appoggia i piedi quando corre oppure cammina. Sta di fatto che se l’appoggio del piede non è corretto, all’aumentare dei chilometri percorsi, aumenta anche il rischio di infortuni”.
  • Elasticità del piede: è importante anche che il piede sia elastico. Sollevarsi sulla punte e poi scendere, il tutto ripetuto una ventina di volte almeno, è uno degli esercizi per aumentare l’elasticità.
  • Stretching: è importante recuperare l’elasticità della muscolatura (di entrambe le gambe). Io, ora, sono una specie di gatto di marmo. Quasi non riesco a toccarmi in piedi (nè dalla posizione eretta nè da seduta!! Una volta appoggiavo tranquillamente entrambe le mani  aterra!!). I classici esercizi di allungamento, quelli consigliati come esercizi post corsa dalle mille riviste di running in circolazione, possono andare bene. E nel periodo in cui il nervo sciatico è infiammato questi esercizi vanno ripetuti anche più volte. “Giovanni, ma questi li faccio prima, dopo o …che ne so… la mattina appena sveglia?”. Risposta “Gli esercizi di stretching, soprattutto ora, li fai quando vuoi, anche più volte al giorno”. Da domani mattina, i primi dieci minuti della giornata, saranno dedicati allo stretching e all’allungamento.
  • Altro problema: corro per 4 chilometri e parte il dolore. Come faccio? La soluzione è quella di permettere alla muscolatura di riprendersi prima che parta il dolore. Nel mio caso, proverò a fare 2 km + 2 minuti di recupero camminando (misto anche a qualche allungamento) + 2 km di corsa e così via… Facendo così potrei magari, in questo periodo critico, riuscire comunque a fare  fino a una decina di km senza dolore.

Quindi… Detto tutto?? Mi pare di sì… detto tutto. Ok. Da domani si riparte da zero!!

img_6924

Condividi