ARRAMPICARE IN INVERNO: QUATTRO PROPOSTE DA NON PERDERE

Scalare sulle vie di misto, sciare e scovare le cascate di ghiaccio più effimere delle Alpi sembrerebbero le discipline più adatte all’inverno e in effetti, in un certo senso, lo sono. Ma tutto sommato non disdegniamo neanche farci due tiri con gli amici sulla tiepida roccia scaldata dal sole di una falesia esposta a sud, oppure trovare le condizioni ottimali di aderenza per chiudere i nostri progetti.

Per la verità, durante gli anni in cui facevo ancora le scuole superiori, l’arrampicata è stata per lungo tempo l’unica disciplina che praticavo, senza nemmeno prendere in considerazione il fatto di trascorrere il tempo a disposizione nel fine settimana in altro modo. Durante questo periodo ho avuto la possibilità di viaggiare in lungo e in largo per tutto il nord Italia e, dal momento che l’unico giorno in cui mi era possibile farlo era la domenica, era di fondamentale importanza scegliere la falesia più opportuna in base alle condizioni. Solo così è possibile trovarsi nel posto giusto al momento giusto per provare a portare a casa qualche piccola soddisfazione. Complice il fatto che, come ho detto, per me è stato un periodo di crescita da climber, ho avuto l’opportunità di scalare davvero in un’immensa varietà di falesie, per quanto riguarda l’aspetto della difficoltà degli itinerari proposti e degli stili di arrampicata.

Se dovessi scegliere quattro “hot-spots” da consigliare a un climber che arrampica tra il 5° e il 7a? La prima cosa che risponderei sarebbe “Ma come, solo quattro?!”. Ma mi rendo conto che, per chi è meno affetto di me da tossicodipendenze di questo tipo, quattro località da visitare in un inverno (e in cui tornare) possono essere già un ottimo spunto.

Ma andiamo con ordine… Partiamo da oriente e muoviamoci verso occidente.       

LUMIGNANO                                                       

Per chi abitasse in Veneto o riuscisse ad arrivare a Vicenza in autostrada abbastanza comodamente, uno dei posti dove andare assolutamente a scalare nelle fredde giornate di gennaio rimane Lumignano. I suoi bei muri di splendido calcaree a buchi, gocce e tacche sono tra i più caldi d’Italia e non c’è da stupirsi se ci si ritrova in maniche corte a fare sicura anche nei mesi più freddi. Nel settore chiamato “La Classica” vi sono anche tiri di alto livello tra cui la celeberrima “Mare Allucinante”, 8b+ liberato da Pietro Dal Prà. Oltretutto, proprio in questo settore ho salito uno dei miei primi 8a: “Atomic Cafè”. Comunque, al di là di questa parete, dove potreste sguinzagliare i vostri amici più temerari, la falesia comprende molti altri settori con tiri di tutte le difficoltà. Il tutto al solo prezzo di una ventina di minuti di avvicinamento!

Ai più allenati consiglio di provare il tiro “Margherita”, un severo 7a storico di Lumignano “Classica”. I suoi buchi su roccia da urlo per superare i panciuti strapiombi che caratterizzano il settore la rendono una via splendida!

Visita il SITO per la guida completa ai gradi.

ARCO: NAGO

Probabilmente tra i luoghi culturalmente più importanti d’Europa per quanto riguarda la storia del nostro sport, Arco di Trento e la Valle del Sarca offrono decine di falesie di altissima qualità, oltre a un centro storico dove sarà sicuramente piacevole passeggiare tra l’aperitivo e la ricerca delle migliori offerte proposte dai negozi di articoli da montagna. Il tutto in una valle meravigliosa a due passi dal Lago di Garda.

Nago è una piccola località posta poco prima di Arco (se si proviene da Trento) e fermandosi a scalare qui solitamente la viabilità risulta meno rallentata al ritorno, piuttosto che se si proviene da cuore della Valle del Sarca. Vi sono numerose falesie ubicate in questa zona. Una tra le più conosciute è “Il Belvedere”, spesso però molto affollata.  La falesia che però porta il nome “Nago”, invece, essendo molto più estesa e offrendo una quantità di tiri molto maggiore risulta molto più vivibile, anche nei week end. E’ inoltre abbastanza storica! I settori che questa muraglia offre sono molti: il mio consiglio rimane quello di scegliere quelli alti o mediani, meno frequentati e dunque anche meno soggetti all’usura degli appigli (alias “unto”). I settori denominati “Centrale” e “Spleen”, per esempio, sono due settori adiacenti con una grande varietà di tiri (circa una cinquantina) con difficoltà tra il 5a e il 7c che può essere una validissima meta anche per i gruppi più eterogenei di arrampicatori. L’arrampicata si presenta tecnica e di resistenza su un ottimo calcaree a gocce e tacche, con itinerari che raggiungono anche i quaranta metri di altezza! Non dimenticatevi, una volta raggiunta la catena di un tiro, di gustarvi la vista meravigliosa sul Lago di Garda.

Itinerari da non perdere:

-“Titanic”, 7a

-“Esodo”, 6b+

-“Cohelef”, 6b+

-“Grisù”, 7a+

-“Facile”, 5°

Per avere una panoramica completa dei tiri a Nago è consigliabile acquistare la guida di Versante Sud “Arco Falesie”. Di seguito alcune immagini.

 

PIETRA DI BISMANTOVA

Sarò di parte perché sono un local della “Pietra”, ma secondo me riamane una falesia dove almeno una volta bisognerebbe capitare. Qui per la verità si riesce a scalare praticamente in tutte le stagioni, poiché la conformazione della montagna rende possibile scalare in settori esposti all’ombra o al sole. Solo in piena estete, per i miei gusti, fa un po’ troppo caldo. Tuttavia in inverno si può godere di una vista spettacolare su tutto l’Appennino reggiano e modenese coperti di neve, arrampicando in mezze maniche praticamente tutto il giorno, su una delle conformazioni rocciose più uniche al mondo. La roccia che troviamo è arenaria, da molti un po’ biasimata per la sua fragilità, ma che a mio avviso sa offrire anche itinerari meravigliosi, dove l’uso dei piedi diventa fondamentale.

A fine giornata diventa poi d’obbligo un aperitivo al Rifugio della Pietra, luogo di ritrovo di tutti i climber della zona. Potrete anche approfittare dell’ottima cucina basata su piatti tradizionali emiliani, preparati con ingredienti di prima qualità a chilometro zero.

Al mattino i settori che prendono il sole sono la “Banana” e il “Pilone Giallo”. A un’arrampicata tecnica e di placca, caratteristica dei primo, di affiancano i lunghi diedri fessurati del secondo. Questi due settori solitamente sono anche i più riparati dal vento.

Itinerari da non perdere:

-“Bea to Giampa”, 5b

-“Diedro Marchi”, 5c

-“Diedro Nannuzzi”, 6a+

-“Figli dei Fiori”, 6a+

-“Rainbow Warrior”, 6c+

Al pomeriggio, invece, conviene spostarsi a cavallo dei settori “Gare Vecchie”,  “Verbum”, “Zona Gabri” e “Illusioni”. Il primo di essi va in ombra un po’ più presto, mentre gli altri consentono di godersi il tepore del sole per un po’ più di tempo. Qui l’arrampicata rimane molto tecnica e di placca e se non sapete scalare in modo aggraziato… Sicuramente imparerete!

Itinerari da non perdere:

-“Snoupinette”, 6a

-“Antartide”, 6b+

-Vampirello”, 6b

-“Attrazioni”, 7a

-“Illusioni”, 7a

Per chi fosse un amante delle vie lunghe di più tiri la Pietra di Bismantova offre delle validissime opportunità.  Vorrei sottolineare che questo, tra le altre cose, la rende una destinazione valida anche per gli “alpinisti”, nel caso sulle alpi il tempo non sia dei migliori. Tra le vie più belle sicuramente non possiamo tralasciare la “Zuffa-Ruggero”, “La Zuffa-70”, “La Danza dei Grandi Rettili”, la “Zuffa-Lenzi”, la “Zuffa-Stagni” ed “Elisir d’Autunno”.

Per tutte le informazioni di cui avrete bisogno, vi suggerisco la guida dedicata alla Pietra di Bismantova di Versante Sud. La potrete trovare anche al Rifugio della Pietra.

FINALE LIGURE

Una roccia di una qualità superlativa, una quantità di falesie veramente fuori dal comune e un clima mite fanno di questa nota località marittima anche una meta molto rinomata tra tutti i climbers. È un luogo al quale mi sono abbastanza affezionato, un po’ per la classe di itinerari relativamente alla portata di tutti come “Viaggio nel Futuro” nel settore “Alveare”, un po’ perché è dove si sono tenute le selezioni per accedere ai Corsi Aspiranti Guide Alpine a cui ho partecipato… Dal punto di vista emotivo un’esperienza per me abbastanza intensa!

In tutto il finalese la roccia che trovate è un compatto calcaree grigio a buchi e gocce che a volte, grazie all’erosione degli agenti atmosferici, prende forme decisamente stravaganti.

Sulla guida di Versante Sud potrete trovare decine di falesie, tra le quali ci tengo a citare “Le Placche di Mu”, la “Rocca degli Uccelli”, l’”Alveare”, la “Bastionata di Boragni”, il “Bric del Frate” e “La parete Dimenticata”. Tra queste, le più adatte all’inverno sono l’”Alveare” e “La parete Dimenticata”. Mentre la prima è riservata a scalatori di alto livello, la seconda offre una moltitudine di tiri tra il 6a e il 7a e si trova proprio in prossimità di un altro sito naturale (e arrampicatorio) al quale vale la pena fare visita: “La Grotta dell’Edera”!

Per chi ha voglia di alzarsi con calma, anche la Falesia “Lo Specchio” merita certamente una visita. In questa falesia il sole arriva un pelo più tardi che nelle altre. Vi suggerisco di non perdervi vie come “Super Bostik”, “Il Cammino di Isengard” e “Lo Specchio di Galadriel”. Necessaria corda da 80 metri!

Ricordo inoltre che a Finale Ligure è più prudente evitare le linee chiodate a fix e scalare preferibilmente su quelle chiodate a resinati. Ciò è dovuto alle particolari caratteristiche del calcare finalese che rendono poco sicuro l’utilizzo del primo dei due tipi di ancoraggi.

Per qualsiasi informazioni consiglio di acquistare la guida di Versante Sud e, se avete voglia di esplorare qualche nuova falesia, vi suggerisco di consultare il sito www.gulliver.it, all’interno del quale potrete scovare altre proposte non presenti sulla guida (perché sviluppate successivamente).

Testo e foto: Alessandro Fiori – The Hard Rock Team

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