le luneChe lune avesse Paola, io proprio non lo so. Probabilmente era una tipa difficile Paola, una di quelle da non sottovalutare, perchè appena ti rilassi e dici “Oh, qua pare tutto ok”, ti arriva la bastonata. Una di quelle che ti illude un po’, che ti fa credere che dopo il passo facile ce ne sia un altro altrettanto facile, e invece ti ritrovi lì, a camminare sulle uova e a dire “Oh, chiodata bene eh, però a me questo run-out pare infinito!”. Ecco, Paola doveva essere un po’ così. Bella, affascinante, da non sottovalutare. Una di quelle capaci di regalare emozioni brevi ma intense. E allora come non farci una scappatella, con ‘sta Paola?

Lunghezza: 390 metri

Diff: 6c max – 6a+ obbl.

“E’ il mio compleanno, che facciamo? E se domani andassimo a scalare? Sarebbe un regalo bellissimo! Altro che cene, aperitivi e serate in discoteca, io il mio compleanno lo vorrei così, ora che di anni ne ho 34. Per andare a ballare… Posso aspettare la pensione. Quando non sarò più in grado di andare in montagna, allora me ne andrò a ballare”.

Valle del Sarca. Mandrea. Pilastro Afghano. Il parcheggio è comodo, a neanche mezz’ora di avvicinamento alla parete. Il sentiero probabilmente esiste ma noi, dalla macchina alla parete, decidiamo di tirare una riga col righello e si comincia a salire.

IMG_9355E via di rovi, di piante e di spine, che si conficcano in una mano e nei buchi alle ginocchia che contraddistinguono il mio elegantissimo outfit “da via lunga”. Il mio socio, molto più grosso di me, mi precede e fa azione di sfondamento, raccogliendo sul suo zaino rami secchi e sterpaglie di ogni tipo. Arriviamo ai piedi della parete e la targhetta con il nome della via ci dice che siamo nel punto giusto.

Si disfano le corde, si mette il caschetto. I gesti sono quelli di sempre. Ma io non li ripetevo da tempo. IMG_9353Mentre mi stringo il laccetto del caschetto sotto il mento mi prende un nodo allo stomaco. Un nodo piacevole. Quasi uno sfarfallìo. Quella sensazione che senti quando, a 15 anni, ti prendi una cotta. Guardo in alto, guardo la roccia… Sì, sono proprio cotta.

“Sei dentro, ci sono, quando vuoi”… (sembra un porno ma non lo è, anche se la scalata, per il gusto che ha, forse un po’ porno lo è).

Il primo tiro parte easy, ma è 6c e quindi, pensi, prima o poi “il bastone”arriva. Eccome se arriva. Due o tre passi delicati delicati, piedi spalmati e piccole tacche rovesce tra le mani. Anche da seconda non è una passeggiata. “tieni bene che io metto il piede qua e spingo, ma non so se sta, in mano non ho niente”. E poi, quasi per miracolo, il piede rimane dove lo hai posizionato, anche se il movimento è decisamente aleatorio.

Sosta. Passaggio dei rinvii e si riparte. I due tiri centrali (6b e 6b+) sono bellissimi ma da non sottovalutare. Ci sono gocce e qualche tacca abbastanza netta. La via segue la linea degli spit ma è tutta di movimento, e richiede leggeri spostamenti sulla destra e sulla sinistra, delicatezza di piedi e giochi di equilibrio.

IMG_9359 Quarto tiro. “Vieni Taty, è bellissimo, questo è Marmolada style”.

Ecco, io in Marmolada non ci sono mai stata.

“Ma come diavolo li hai messi te qua i piedi? Ma davvero sei passato di qua?”.

“Sì sì, non c’è tanto per i piedi. Neanche per le mani. Prendi la prima cosa piccola che riesci a prendere e spingi. Gioca coi piedi, stai quasi un po’ come se fossi a pressione. Spingi, prima con un piede, poi recuperi l’altro, lo centri e spingi ancora. Prendi quello che ti viene, tanto è tutto simile qua”.

“Bene, ottima risposta. Ora provo a fare la magia”… Devo respirare ad ogni passo. Mi sento letteralmente sulle uova. Se smetto di spingere, se scarico i piedi, sono giù, visto che in mano non ho nulla che io riesca a tenere. E così, passo dopo passo, respiro dopo respiro, la sosta è sempre più vicina.

“Brava socia, sei arrivata!”

“Mica male questa Paola, oltre alle sue lune, quel giorno, doveva avere anche le sue cose!”.

Comunque, Paola o non Paola, quello che conta è che oggi sono tornata a scalare in via. Ho fatto meno di 400 metri di parete, ma a me sembra già tantissimo. Respiro, respiro e rido. Ci sono, ci sono ancora. Si torna (anche) a scalare.

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