… Per chi fosse alla ricerca di Gossip, cambiare pagina: qui si parla solo di lavoro. Il gossip si fa nelle palestre…

Come già accennato in un post precedente questo è stato per me un Mello diverso, in cui non ho arrampicato ma ho documentato in tempo reale l’evento.

Niente articoli chilometrici o report giornalieri (a quelli ci pensavano già i redattori di Planet Mountain e Up Climbing), ma puro lavoro di comunicazione. Quale tipo di comunicazione? Quella più semplice e diretta, quella per cui non bisogna passare dieci minuti a perdere le diottrie sullo schermo dello smart phone, cioè quella che passa attraverso la rete complessa dei Social.
La persona che si occupa di questo tipo di comunicazione è definita (all’estero), “social media content manager” (è una figura professionale persino riconosciuta!), mentre in Italia il nome tecnico suona un po’ così: “quello che mi mette le cose su Facebook, Twitter, Instagram e sugli altri che non ricordo…ah! E che manda anche via le foto alle testate”. Ecco. Io ho fatto questo.

Quando si parla di Social viene facile pensare che basti scattare qualche foto, formulare qualche pensiero e pubblicarlo un po’ su Facebook e un po’ su Twitter, oltre che condividere notizie accattivanti. E per le foto? Quelle le mettiamo un po’ a caso durante la giornata, oppure le piazziamo in un album di Facebook e più ce ne sono e meglio è! Bene… questa è la ricetta per fare il “minestrone”.

Per il Melloblocco, raduno boulder internazionale che si spalma su 4 giornate, il mio intento è stato dare un senso ai vari canali che avevo a disposizione (Facebook, Instagram, Twitter e Flikr). Come? Creando un piano di comunicazione flessibile a seconda della “piega” che avrebbe preso l’evento. Quindi, in soldoni, ho deciso in linea di massima come gestire i diversi canali, lasciandomi però la possibilità di cambiare modalità di comunicazione in itinere.
Se vediamo che la comunicazione non funziona, che la gente non ci segue abbastanza, è necessario infatti cambiare qualcosa nel nostro modo di comunicare.

Ho seguito in linea di massima le regole del Social Media Marketing che teorizzano quanto e cosa si debba pubblicare per non diventare spam. Se pubblichiamo troppo i risultati sono due: la comunicazione è dispersiva; le persone si stancano di vederci comparire sulle loro bacheche e ci tolgono like (parlo di Fb ovviamente).

Lavoro svolto: nei giorni della manifestazione ho pubblicato una media di:
– due/tre post al giorno su Facebook (nei quali si ricordavano gli appuntamenti del giorno e della sera) + la foto del giorno con il link al relativo album di Flikr (dove erano possibile vedere i 15/20 scatti più belli realizzati quel giorno dai fotografi professionisti di Opencircle).
– Fino a 5 foto/filmati al giorno su Instagram (in real time)
– Micro comunicazione massiva su Twitter (+ eventuali ritwittate)

Mentre le foto di Flikr erano fornite in serata dai fotografi, per tutto il resto della giornata mi sono prodotta il materiale principalmente con il cellulare, girando a piedi da un punto all’altro della valle. Scatti e microfilmati, lavorati con qualche semplice effetto e montati, hanno fatto sì che i seguaci dei canali social dell’evento aumentassero rapidamente. Ovviamente il maggior numero di like arrivava verso sera, quando la gente smetteva di arrampicare (motivo per cui pubblicare per l’intera giornata in maniera massiva sarebbe stato inutile). Il venerdì, dal momento che ha piovuto e la gente era attaccata al cellulare anche durante la giornata, ho pubblicato un paio di video e qualche foto anche su Facebook (ovviamente ricordando di seguire il canale Instagram).

Risultati: tenendo presente che il lavoro di comunicazione, meno sistematico rispetto ai giorni dell’evento, è stato iniziato  un paio di mesi prima, possiamo dire di essere passati da circa 200 a oltre 600 followers su Instagram, da circa 2000 a più di 5500 seguaci sulla pagina Facebook e di aver superato gli 800 follower su Twitter.

I post più seguiti??? A volte i più impensabili tipo: un cielo azzurro di prima mattina postato a mo’ di Mellobuongiorno o i climber con l’ombrellino al banchetto dell’iscrizione!

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