Un esattore delle tasse!! Ma hai presente? Uno di quelli che se per caso lo incontri vai a recuperare copia della dichiarazione dei redditi, pregando che il commercialista non abbia “toppato”…
E invece Mick Fowler (classe 1956) è un alpinista di tutto rispetto, che con le sue imprese tiene alto il nome della sua nazione, l’Inghilterra.
In occasione della pubblicazione italiana del suo ultimo libro Su ghiaccio sottile, lo “scalatore tra gli scalatori” ha presentato una delle sue più recenti imprese nepalesi ai numerosi amanti della montagna che non si sono lasciati scappare la serata di sabato, tenutasi all’auditorium in Piazza Libertà in Bergamo.
Non starò certo a soffermarmi sui particolari della salita, rintracciabili sulle riviste di montagna o su Planetmountain.
Senza nulla togliere ad essa, è simile in tutto e per tutto, a quelle compiute dagli alpinisti di ogni parte del pianeta…

Diverso però è l’approccio alpinistico del suo artefice.

Scorrendo da una diapositiva all’altra, Mick ha esposto al pubblico le ragioni profonde che lo portano a tornare ogni anno sulle montagne del Nepal. Andare in Nepal è evidentemente per lui qualcosa che va oltre il semplice “scalare”.
Si legge dai suoi occhi l’adorazione che ha per questo Paese, per la sua cultura, per gli aspetti antropologoci (oltre che naturalistici) di questi territori. Le diapositive proiettate lo dimostrano: non solo montagne, ma strade, case, villaggi e soprattutto volti. E poi sempre quegli occhi… che a me piacciono così tanto! Glio occhi dei bambini, gli stessi delle foto di Roby Piantoni, gli occhi di chi trova tutto nel nulla… Bambini così diversi da quelli occidentali…
Mick pratica un alpinismo esplorativo e di ricerca. Le sue salite sono completamente in stile alpino (è inglese, e questo la dice lunga…). Sembra affascinato dalla solitudine di quei luoghi, dalle montagne vergini e dalle grandissime possibilità che ad oggi il Nepal offre. Luoghi e montagne ancora del tutto inesplorati dall’uomo, quale fascino…
Ultimo particolare che fa di Fowler un grande personaggio è la sua capacità di vivere l’alpinismo, il grande alpinismo, e la quotidianità senza che questi due universi paralleli entrino in contrasto. Complimenti Mick, scalatore tra gli scalatori, per averci regalato un sogno così ancorato a terra, quello che in un’ipotesi remota, ognuno di noi potrebbe rincorrere
Ta’

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