Ieri ero lì che me la giravo tra le mail, in quel misto di mal di testa da post OutDoor Messe in terra “tetesca” e di senso del dovere che mi urlava nell’orecchio destro “Riordina il materiale che hai raccolto e, ancor prima, le idee sulle prossime pubblicazioni”. Il mal di gola sopraggiunto all’improvviso e l’idea di dovermi allenare per l’intero fine settimana (a causa della fiera ho fatto 5 giorni di stop forzato) non hanno certo aiutato e risollevarmi il morale. Poi mi arriva una mail, da SALEWA, che mi fa scattare un sorriso e che proprio per questo motivo mi piacerebbe condividere in quello che considero il mio spazio personale. Si tratta di quello che è ormai noto come ORTO SALEWA, realizzato da Heiner Oberrauch, presidente del gruppo Salewa Oberalp, in un terreno di sua proprietà (la bellezza di 3.000 metri quadrati) ed adibito ad orto, nel quale  sono stati impiegati quindici tra rifugiati e migranti provenienti da diversi centri di accoglienza di Bolzano. E qua mi aspetto le critiche dei soliti criticoni, del tipo “Non c’è lavoro per gli italiani e questo lo dà ai migranti”, ecc ecc.

Ma di fatto i migranti ci sono, il Paese li accoglie e spesso se ne stanno per mesi in centri di accoglienza con tanto di aiuti economici da parte dello Stato (che li ha accolti… quindi nel caso prendiamocela con lo Stato e non con loro, che scappano da una situazione che neanche voi ci stareste!!), aspettando non si sa cosa. 

gruppo_©gpichler

Qua invece qualcuno, qualcuno che può intendiamoci bene, ha fatto qualcosa di vero e concreto. Regalando loro un impiego, che fosse poi anche utile per l’area in cui l’orto è collocato. Come? Ecco qua:

“Evidentemente il terreno dell’Orto Salewa non era fertile solo per l’insalata, ma anche per far sbocciare nuove partnership con alcune aziende locali, che hanno aderito al progetto creando attorno ai rifugiati e migranti una ampia rete di solidarietà. Non appena è cominciata a circolare la notizia del progetto, Gregor Wenter ed Egon Heiss, rispettivamente proprietario e chef stellato del ristorante Bad Schörgau a Sarentino, si sono fatti vivi per chiedere di diventare clienti dei prodotti dell’Orto Salewa. Inoltre Egon Heiss ha procurato anche il fertilizzante organico che insieme al compost fornito gratuitamente da Bioenergia Trentino. La rete di solidarietà è cresciuta nel tempo. Gli attrezzi agricoli sono stati forniti gratuitamente dal Consorzio Agrario di Bolzano e attualmente sono depositati in un container messo a disposizione dalla ditta Niederstätter che si occupa di noleggio di materiali e attrezzature per l’edilizia. Inoltre, il Gardencenter Biasion si è da subito appassionato al progetto offrendo tutte le piantine per l’orto. Infine, un requisito essenziale è stato risolto dalla collaborazione con la cooperativa sociale OfficineVispa, che ha consentito di superare alcuni ostacoli di carattere burocratico integrando i rifugiati e migranti come soci della cooperativa”.

E questa volta mi fermo qua. Le parole, più parole, sarebbero di troppo. Questa volta a parlare sono i fatti. Complimenti per questa bella iniziativa!

 

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