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Dopo aver partecipato mi sento di dirlo a tutti. Il Salewa Get Vertical BISOGNA tentarlo. E intendo tentare il concorso, per avere almeno la possibilità di prendere parte ad una esperienza super! Una vera avventura, accompagnati dal team Salewa. Io sono stata ad Obergurlg, un paese il cui nome è letteralmente impronunciabile. Soprattutto hai la “erre moscia”, come la mia. Otztal, Austria. Obergurlg si trova proprio qua. Sono stati quattro giorni tra montagne e vallate di superba bellezza, con campo base presso il rifugio Langtalerg (a quota 2.450 metri), per assaporare il gusto di questa terra di neve e ghiaccio, tutta da esplorare. tremila metri, sempre. Le guide ci accompagnano a fare delle ascese spettacolari. E i compagni di viaggio? I compagni di viaggio, provenenti da tutta Europa, sono stati splendidi… e tutti diversi. Dal vegano alla mamma, dal giovane e talentuoso fotografo al promettente alpinista e guida alpina… alla pazzerella di turno che, chissà come è, proviene da Bergamo proprio come me!

E il team di Salewa ci aiuta a vivere al meglio l’esperienza, senza mai farci dimenticare quanto sia importante la sicurezza(il check arva è obbligatorio appena si mette piede fuori dal rifugio!) ma anche con quel giusto pizzico di avventura. Siamo in una ventina, compresi gli organizzatori e le guide alpine, di cui cinque italiani, oltre alla sottoscritta naturalmente. Vicky, Caterina, Giacomo, Jacopo e Matteo. Questi sono gli italiano. Vite, storie, età e personalità completamente differenti. Ad accomunarci l’amore per la montagna, che poi è il più grande “collante” che io conosca.

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La scelta di stare per tutta la durata della vacanza al Langtalerg hutte è strategicamente perfetta perché, data la quota, ci permette senza troppa fatica di raggiungere ogni giorno vette oltre i 3.000 metri.

La prima uscita, che inizia con un nevischio fitto fitto ma termina con il sole e un cielo azzurro indaco, ci porta a 3.472 metri sull’Hinterer Seelenkogel. In Italiano Cima delle Anime, una vetta spettacolare al confine tra Italia e Austria. Diciassette chilometri di sviluppo per un’ascesa di circa mille metri, con un ultimo tratto da affrontare a piedi, fino a toccare la bella croce lignea. La discesa è una goduria, tra distese di powder e canalini abbastanza impegnativi, preceduti dalle guide che valutano sempre la sicurezza e ci danno indicazioni circa la direzione. Dopo oltre un’ora di discesa, rimontiamo le pelli e raggiungiamo la nostra casa-rifugio… ma questa notte non sarà nelle belle camerate, ma sotto le stelle. Il tempo di una doccia e poi via, a montare le tende fornite dall’organizzazione. A me è già capitato di pernottare in tenda e in inverno, ma per alcuni è la prima volta. Il timore del freddo viene presto sventato dai sacchi a pelo caldissimi e dalle tende da alta quota. La notte vola via velocemente e alle 5 del mattino siamo già impegnati a smontare il base camp e a entrare nell’accogliente rifugio, dove ci aspetta un’abbondante colazione prima di ripartire.

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Meta del terzo giorno, contraddistinto questa volta dalla nebbia, è il Ferner. Una lunga distesa ghiacciata e praticamente piatta, dal fascino siberiano. Il grande nord, quando te lo immagini, te lo immagini proprio così. Con vette rocciose e solitarie, che spuntano dal nulla, e ti fanno sentire così piccolo… E a fine giornata, ridendo e scherzando, collezioniamo altri 1.200 metri di dislivello positivo. Insieme a noi per gli ultimi due giorni anche l’alpinista Simon Siegl che, dopo le sue ultime performance con le piccozze di questo inverno, condividerà questa avventura insieme a noi. L’ultimo giorno, dopo averci chiacchierato un po’, mi scatterò insieme a lui l’immancabile selfie!

Le nostre guide sono instancabili ed è avventura anche il quarto giorno, con una super pellata fino a raggiungere quota 3.230 metri e una emozionante discesa in fresca (merito dell’abbondante nevicata notturna!) passando anche per una piccola ferrata!

Gasatissimi raggiungiamo il rifugio, dove pranziamo prima di … tornare a casa. Eh sì, quattro giornate che sono veramente volate via. Belle, emozionanti, super organizzate, tanto che andarsene ora dispiace infinitamente. Ma questa vacanza ci ha caricati e siamo pieni di entisiasmo. L’idea è quella di ritrovarsi, magari in estate, magari in Dolomiti, magari a scalare. Per ripetere l’esperienza outdoor, tra di noi. Per non perdere quel sottile filo che da ora ci unisce. Grazie ragazzi, con tutto il cuore, e grazie #salewagetvertical !

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