Mi ero detta “Sono solo 27k”. Mi ero detta “Sono solo 2.200 D+”. Mi ero detta “Che vuoi che sia?”. Beh, alla fine ci ho messo 5 ore (e tre minuti per la precisione!). Sì, perché quei primi 20k di salita e sotto ad un bel sole rovente, non sono stati propriamente una passeggiata di salute, anche se (lo devo davvero ammettere) i panorami hanno largamente ripagato di tutta la fatica!

bdr

E proprio per questo, persino quando ho visto che sforavo le 4 ore (e la mia mente mi diceva che nonostante quello che a me pareva un buon ritmo, la gara stava andando “non proprio benissimo”), il sorriso non è mai venuto meno. A volte sorridi perché non c’è altro da fare, perché ti senti ridicola quando fai tutti quei micro-passettini in salita (aimè che brutto avere le gambe corte!) e vieni passata da uomini (ma anche donne) dalla falcata gigante. E gliela invidi quella falcata, tanto. E poi ridi da sola, perché sei come il Road Runner (ve lo ricordate quello di Will il Coyote?) ma molto meno veloce. Con le gambette che girano girano, ma sei sempre ferma! E allora ce la metti tutta in discesa, e qualcosa recuperi. Ma in questo trail la discesa era più che altro negli ultimi 7k, quelli che portano al traguardo. E allora pensi a quelli che di km ne stanno facendo più di 100, quelli che sono “in giro” dalla sera precedente, che hanno corso tutta notte e che ancora continuano, sotto lo stesso sole che ti sta piegando le gambe, e pensi che un giorno vorresti essere proprio come loro.

bty

Ma torniamo a noi. Con la corsa ci eravamo lasciati al GTO (la 70k che si svolge sulle mie Orobie), bella, impegnativa e portata a termine nel 2016. Da fine febbraio ho “scoperto” di essere stata presa alla CCC (100k, 6400 D+) e allora ho interpellato Giovanni Bonarini (uno dei coach di Progetto GTO) per capire come potessi fare a prepararmi. Inutile dirlo, io sono un pasticcio e dal Gto non ho praticamente più corso, dedicandomi solo allo sci e all’arrampicata. Sta di fatto che l’assegnazione del pettorale della CCC ha risvegliato in me la voglia di mettermi alla prova e di capire se posso farcela. Il 19 marzo ho ricevuto da Giovanni le prime indicazioni e ho ricominciato ad allenarmi. Come sempre un po’ nei ritagli di tempo, cercando di far combaciare le tabelle agli impegni lavorativi e alle trasferte. E Giovanni in questo è un mito: di mese in mese mi chiede quali sono i giorni in cui non mi posso allenare e stila un programma fatto su misura per me. Ad aprile ho partecipato alla 42K della Garda Trentino Trail. L’obiettivo era finirla e, in 7 interminabili ore, sono giunta al traguardo (affaticata e bagnata come un pulcino… perché la fortuna ha voluto che piovesse!).

bdr

La Scenic per me è stata un allenamento. Un buon allenamento direi. La mia tabella diceva “Giro in montagna di 30k”… beh ne ho fatti 27 ma cercando di dare il massimo. 27k sono troppo pochi perché i pensieri comincino a fluire da soli (lo dico per esperienza dalla 70k) e quindi non ho fatto in tempo a provare tutte quelle bellissime emozioni che in genere provo a partire dai 40k in poi. Emozioni che vanno dalla gioia allo sconforto, ma proprio perché emozioni, che mi fanno sentire che sono VIVA.

bty

Ma, come sempre accade quando non vai troppo veloce (io sono l’emblema del non andare veloce) hai il tempo di conoscere un sacco di gente e di fare mille foto. Sì, perché da buona giornalista di tanto in tanto mi fermo e click! E su questo tracciato, che si svolge solo nella prima parte nel bosco e poi rimane sempre in quota, di click da fare ce ne sono davvero moltissimi! Mi piacerebbe tornare tra un anno e fare il tracciato intermedio, cioè la 54K. O forse la 113K… anche se ad oggi mi pare impossibile! Ma che volete che vi dica: la vita è fatta di sogni, grandi e piccoli, e chi ha disimparato a sognare è irrimediabilmente perduto.

bty

In questa gara a fare la selezione è stato, credo, il caldo. E male malissimo alla fine non è andata, visto che su 94 donne partenti sono arrivata 28sima. Poco da dire: gara bellissima e “Scenic” è evidentemente il nome giusto per questa “doppio vertical” mascherata da trail… ma qua c’è ancora tanto da allenarsi. E così via. Si prende, si porta a casa e si continua a sognare i 100K della CCC.

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