Una volta l’obiettivo era vincere una gara, oppure raggiungere una cima. Lo scialpinista era un atleta votato al podio, oppure un amante delle montagne, uno  “duro e puro”, il cui obiettivo era raggiungere la vetta prescelta. Oggi gli “animali da gara” sono sempre meno, o per lo meno sono rimasti un numero piuttosto esiguo, se confrontato alla massa di praticanti.

È cresciuto a dismisura, invece, il popolo di coloro che utilizzano sci e pelli semplicemente per divertirsi, magari insieme agli amici, senza pretese per quanto riguarda la performance. Gli sci diventano un mezzo alternativo alle ciaspole per raggiungere il rifugio e rifocillarsi dinanzi ad un buon pasto e un bicchiere di birra. Oppure, ancora, la pellata (addirittura ai lati delle piste, la sera o nei pomeriggi domenicali) è una forma di fitness, una valida alternativa al running. Per bruciare calorie, macinare metri di dislivello, mantenersi in forma. E infine ci sono quelli del freeride, gli amanti dello sci largo e della powder, per i quali la risalita è lo sforzo “necessario” ai fini della discesa.

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Un pubblico sempre più eterogeneo quello che si affaccia a questa nuova ed evoluta forma di skialp, magari proveniente dal mondo delle piste e che di alpinismo (magari, non è detto!) non ne sa proprio nulla! Le aziende se ne sono accorte e si stanno adattando al nuovo trend. Come? Con materiali meno race e meno estremi, ma comunque performanti. Leggeri, ma non all’esasperazione, perché tanto la discesa deve essere divertimento, e non prestazione. Con linee più o meno dedicate al mondo del touring, del freeride o addirittura dello scialpinismo in pista. Addirittura, nel caso di Dynafit, identificato con un proprio termine, “Speedfit”.

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