Hanno vinto gli altoatesini. “Perchè il più scarso di loro va sempre e comunque più veloce di me!”. L’ho detto per davvero, ridendo, a Sara e Laura prima della partenza. Ero lì insieme a loro, a guardarmi in giro e davvero poco concentrata, pensando che avrei potuto lasciare la giacca in auto, dal momento che l’organizzazione aveva dichiarato che non era più nel materiale obbligatorio. E invece eccomi qua, a una decina di minuti dal via, con lo zaino carico di: mezzo litro di acqua, barrette, giacca antiacqua e antivento, bastoni, un telino e una benda (non obbligatori, ma lasciati nello zainetto da chissà quando!), carta di identità e 5 euro (che si si mai che muoio o che mi fermo al bar sul percorso!!!)… Il tutto per fare i 25 km e i 1750 metri di dislivello della Stava, gara del circuito La Sportiva Mountain Running Cup. Sono il 121. Mi è sempre piaciuto identificarmi con il numero di pettorale. Non sono un numero. Oggi io sono il numero. 121 al via!

Sara, che è quella che si allena per davvero, che segue schede fatte bene, che esce a correre in settimana (insomma che le gare le prepara) non ha nulla, neppure l’acqua, perchè la gara è veloce e non fa molto caldo. Laura, per la prima volta su questa lunghezza, ha il giusto.

Io? Io sorrido e nella testa penso semplicemente che “io sono io”. Tatiana (che non è mica poco!!!), giornalista, blogger, con mille collaborazioni e lavori, mai ferma. Quando non lavoro mi alleno. A volte anche quando mi alleno sto lavorando. La Stava, ad esempio, è un lavoro allenante. Mi piace vederla così. Mi piace questa vita terribilmente piena, intensa, che non ti molla un attimo, che non ti fa respirare, piena di emozioni. Il tracciato di gara non l’ho guardato. Sarà una sorpresa, come sempre. Sara e Laura me lo spiegano a grandi linee. So di questa salita iniziale. Più di mille metri tutti in partenza, sbam! Così, piantati nei denti! Un buon allenamento prima della” Vut 90 km”.

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Via! Il serpente di atleti si snoda lungo le vie di Tesero, in Val di Fiemme. I più forti vanno davanti, subito. Scalciano. Io mi metto nella seconda parte di questa lunga coda che ben presto imbocca lo sterrato. E Sbam! La salita inizia per davvero. E sono più di mille metri (intervallati da un breve pianoro e una discesina che non lasciano quasi il tempo di riprendere il fiato) fino a Cima Agnello (a 12 km e mezzo dalla partenza). Mille metri in cui le gambe girano e girano bene. Passo persino un paio di quelle che, vedendole alla partenza avevo pensato, “Queste sono più vecchie di me ma me le suonano di santa ragione, a me e alle mie gambette troppo corte!”. Tanto mi passeranno in piano e in discesa dove, lo so già, sarò più lenta! Ringrazio lo scialpinismo che ho fatto fino a non molte settimane prima, ringrazio la bici che mi ha fatto venire dei quadricipiti che a volte li guardo e penso “boh”… Ringrazio me, per avere 35 anni e ancora tutta questa dannata voglia di giocare.

Sul percorso volti noti e tanto, tanto tifo. I volontari sono splendidi. La Stava è LA gara, per Tesero. È come la festa del paese. La preparano, la attendono ogni anno. Un pacco gara ricchissimo tra pasta, salumi trentini, birra, wafer e chi più ne ha più ne metta!

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La salita arriva fino alla Croce del Cornon e al Doss dei Branchi, percorrendo un panoramicissimo tratto in cresta. E dopo una breve discesa si riparte, ancora in salita fino all’Agnello, con vedute e panorami dolomitici splendidi. Da lì piano a discesa, per tornare a Tesero, al traguardo. E me li godo questi ultimi chilometri che costeggiano il Rio Bianco. E penso che ancora una volta è andata. Happy finisher, che poi per me è quel che conta. 3 ore e 44, che dal canto mio non è neppure male! Il tempo di arrivare, di un massaggio (fisioterapista top!!!), di una doccia e riparto per Passo Tonale, per un altro lavoro, il giorno seguente. Mi attendono una ferrata e un sentiero da vivere e raccontare. E via, la vita continua così, meravigliosamente frenetica! Brava a Sara che è arrivata un quarto d’ora prima di me e a Laura, che ha chiuso il suo primo trail da 25 km, con tanta fatica ma dimostrando la tenacia di un leone. E grandissima La Sportiva, che sostiene questa bellissima gara a fil di cielo.

per info consultare il sito di Stava

“121 al via! Non importa che numero siete. Ricordate che non siete e non sarete mai UN numero, perchè voi siete IL numero”

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