Negli ultimi tre anni, cioè da quando ho deciso di trasformare le mie due grandi passioni nella mia professione, anche la mia vita ha subito un cambiamento radicale. È un susseguirsi di viaggi, avventure, incontri, emozioni. È un continuare a mettersi in gioco e in discussione, talvolta riconfermando quello che ho deciso di diventare e che sono, talvolta apportando cambiamenti e modifiche. E questo continuo confronto, davanti al quale mi pongo con l’ottica di chi ha ancora tanto da imparare, mi fa bene. Nel contempo mi rendo conto di non aver sbagliato a fare il grande passo, a lasciare le certezze per inseguire i sogni, perché non v’è sogno che non valga la pena di inseguire. E poi, se ci metti il cuore, l’impegno, la dedizione e la passione, finisce che le cose arrivano da sole, senza neppure bisogno di cercarle.

L’invito da parte di Columbia, a partecipare all’apertura del suo primo store italiano, è stata una bella sorpresa. Un regalo. E così, senza farmi troppe domande, rispondo di sì e mi ritrovo in centro a Milano, pronta a salire sulla navetta che mi porterà fino a Livigno. Con me molti influencer e qualche giornalista.

Livigno mi affascina. Il Piccolo Tibet merita sempre una scappata e nella stagione invernale, quando il clima diventa festoso, quando sono le luci natalizie e la neve a farla da padrone, è davvero il top. Prima di visitare lo store, che si trova in via Isola (nella zona che promette di diventare il nuovo distretto livignasco dei negozi legato allo sport), vengo introdotta nel mondo di Columbia . Il marchio americano nasce a Portland, in Oregon, nel 1938. I genitori dell’attuale “tostissima” proprietaria Gert Boyle, in fuga da una Germania segnata dal nazismo, aprono qua una azienda di modeste dimensioni e che produce… cappelli. L’azienda di cappelli rappresenta per i Boyle un nuovo inizio. Una realtà a conduzione familiare che, grazie a dedizione e impegno (ancora una volta sono queste le parole chiave del successo!) diventa globale. Inizialmente è il marito di Gert a prendere in mano l’importante eredità. Venuto a mancare improvvisamente, Gert è investita, dalla sera alla mattina, di una responsabilità immensa e diventa la nuova chairman. Una “con le palle” insomma, che dirige ancora oggi l’azienda (ha superato i 90 da un pezzo!!!) e che ne è ancora l’immagine. Che comunica in modo forte, ironico, talvolta addirittura irriverente. Per farvi una idea di chi sto parlando:

Concludo la giornata con la visita del nuovo store, che mi lascia a bocca aperta. Una simpatica casetta in legno, tutta vetri e vetrine, che nasconde un piano inferiore (accessibile con una scenografica scala a chiocciola) grande, luminoso e super rifornito. Oltre al marchio Columbia, qui troviamo anche Sorel, distribuito dal gruppo nello store di Livigno.

Viene fornito anche del materiale (scarpe, giacca, intimo tecnico…) da testare l’indomani presso Avventurando, un bel parco-avventura situato in Val delle mine. Certo, un “avventurando” con la neve, nella stagione invernale, in una vallata che si trova completamente all’ombra, mette a dura prova l’abbigliamento!!! Tra tratti di sentiero attrezzato e carrucole che tagliano la vallata da un lato all’altro, tra neve, mani bagnate e un freddo a dir poco pungente, ecco che l’inverno ora si sente per davvero… In realtà l’intimo tecnico, con una speciale “tecnologia riflettente” mi sorprende e credo potrebbe diventare uno dei prossimi candidati a diventare l’intimo del cuore per lo scialpinismo o l’alpinismo invernale (ma di questo ve ne parlerò in un post dedicato, prossimamente!).

La giornata si conclude ad Aquagrada, dove mi sono ripromessa di tornare, magari in dolce compagnia. Anzi, se vi capita, dopo una giornata di sci e freddo sulla neve, prima di filare in centro per un aperitivo, una tappa a rigenerarsi tra saune, bagni turchi e piscine idromassaggio direi che ci sta proprio bene!

 

 

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