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Le pareti sono fatte per essere scalate. Gli ostacoli per essere superati. Come il bambino, che trovandosi davanti a un gradino, istintivamente, decide di issarsi sulle zampette e di scavalcarlo. Insomma, scalare è la cosa più normale, scontata e naturale del mondo, almeno fino a che il mondo non ci insegna che bisogna stare in piedi, camminare su due gambe e possibilmente su terreno orizzontale. Fino a che il mondo non ci dice che le femmine devono mettersi la gonna, giocare con la Barbie e sognare di fare la ballerina; e i maschietti utilizzare le macchinine, i Lego e innamorarsi delle bambine. E vergogna se c’è un bambino che, in tenera età, gioca con le pentoline di plastica o che si prende cura di una bambolotto. Per fortuna che poi, da grandi, quelli che hanno scalato il muro saranno chef, dottori, missionari e tante altre cose.

Questo per dire che, e lo spunto mi è stato dato dallo slogan di The North Face, i muri sono fatti per essere scalati, le pareti superate. E non siamo troppo deboli, vecchi, o troppo poco allenati. Se non lo facciamo, e questo è il punto, è solo che siamo troppo lazzaroni, codardi, vili, paurosi, uniformati a logiche di comodo. E quante logiche di comodo ci sono? Il mondo si fonda su logiche di comodo.

Nello sport, nella vita. Abbiamo la fortuna di trovarci davanti dei muri da scalare. La differenza sta nel chi è capace di scalarli e chi invece rimane, sfottendo gli altri per la loro intraprendenza, ai piedi di queste pareti.

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