WEEKEND IN FUGA – FINALE LIGURE

Finale è la meta ideale per l’inverno e le mezze stagioni. Per scalare, praticare trekking o mtb e… perchè no… farsi anche un giro in spiaggia. Quelli di The Hard Rock Team, stanchi di stare chiusi in casa e del meteo capriccioso, ci hanno fatto un salto recentemente. Ce lo racconta, con parole e immagini che fan venire voglia di buttare lo zaino in macchina e partire, Davide Casalini

Dopo settimane di reclusione e pioggia, ci voleva un’uscita per tirare su il morale e sfogare la voglia di scalata della nostra squadra. E’ stato così che abbiamo approfittato del maltempo per fare lo zaino e partire in direzione Finale Ligure. Era da un anno che non tornavamo in Liguria e, nonostante la distanza, ne vale sempre la pena. Si tratta di una meta arrampicatoria veramente immensa e ricca di varietà, una piccola perla del nostro paese. Sebbene sia stato a Finale relativamente poche volte mi sento di dire che lo trovo quasi magico, le falesie sono quasi sempre silenziose e poco affollate. E anche questa volta il finalese non si è smentito: nonostante fosse l’unico posto del nord Italia con il cielo completamente “scoperto”, abbiamo trovato veramente poche persone.

Altro aspetto che apprezzo tantissimo di questi luoghi è che ogni falesia regala una sensazione di unicità e isolamento nella natura. Ci si avvicina in macchina per stradine sterrate, il più delle volte larghe giusto una macchina. Si prosegue a piedi per boschi e su percorsi generalmente brevi (una quindicina di minuti) caratterizzati da un insieme di colori caldi che, nell’insieme, donano una sensazione di rilassatezza e tranquillità. Quando si arriva sotto la parete, voltandosi verso il mare, di colpo ci si sente lontani da tutto il resto del mondo… Magia! Le preoccupazioni della città e del lavoro sembrano sparire  all’improvviso.

La roccia – Uno degli aspetti migliori, forse il migliore in assoluto per noi scalatori, è sicuramente la qualità della roccia. C’è poco da dire, un bel 10 e lode. Calcare puro, talvolta a canne e talvolta a buchetti che molti definirebbero un regalo di madre natura.

In quanto a scalata, la roccia di Finale mette le carte in tavola fin da subito, non scherza affatto e se vuoi portarti a casa qualcosa dovrai sudartelo.

Il primo giorno abbiamo deciso di dirigerci a  Rocca di Corno. Lasciata la macchina al Park Corno ci siamo trovati di fronte in lontananza la maestosa parete Sud completamente illuminata dal sole mattutino. E dopo 10 minuti a piedi lungo il sentierino che guada il fiume (in secca) vi eravamo sotto. Sebbene la Sud sia estremamente bella, abbiamo deciso di dirigerci nella zona Sud-Ovest della Rocca per il settore “Zona Rossa” considerato il più bello. Sbucati fuori dal sottobosco ci viene dato il benvenuto con un bellissimo tetto a strapiombo.

Il settore offre tiri di tutti i gradi, dai più semplici ai più impegnativi. Quindi è accessibile a chiunque. Assolutamente da provare il 6b a sinistra della gola, purtroppo abbiamo trovato il tiro sempre occupato, ma non abbiamo dubbi che si tratti di un viaggio magnifico. Consigliatissimi anche i 6c, niente di troppo duro.

Una cosa  inaspettata è che la parete non è sfruttata al massimo, i tiri sono molto più distanziati tra loro rispetto alla media. Ma ciò non ne fa un aspetto negativo, anzi le vie assumono ancora più unicità. Inoltre ci sentiamo di tranquillizzare chiunque soffra la chiodatura, è sempre ragionata e mai pericolosa.

L’indomani decidiamo di scalare in zona Rocca Carpanea. Questa è molto famosa in quanto vi è la famigerata e ambita meta della Grotta dell’Edera. Ci dirigiamo al mattino all’Alveare e alla vicina placca di Mu per fare due scaldi prima di decidere quale settore battezzare come nostro per quella giornata. L’alveare è un settore tanto bello quanto impegnativo e copre quasi tutta la scala dei gradi. Lo si riconosce subito dalla caratteristica forma che assume la roccia da cui appunto prende il nome. Alla placca di Mu invece è più facile trovare una scalata tecnica con clasisici buchi calcarei.

Decidiamo di dirigerci verso “Lo Specchio” ma, anche se è inverno, la giornata è troppo calda per scalare in questo settore: si sta sulla roccia in maglietta a mezza manica! Così decidiamo di approfittarne per andare alla Grotta dell’Edera che  solitamente in questo periodo dell’anno è fredda e umida.

Si continua quindi nella stessa direzione superando la parete dimenticata. E’ lì che troverete una grotta buia sempre sulla sinistra, bisogna addentrarsi salendo nell’oscurità con delle corde fisse fino al raggiungimento di un piccolo buco largo un metro da cui esce un barlume di luce. Si tratta dell’ingresso alla grotta dell’edera. E’ consigliabile usare una frontale in questo tratto. Superata questa mini avventura di speleologia vi troverete di fronte ad una ambientazione incredibile, ci siamo sentiti quasi Indiana Jones. E carichi abbiamo montanto e chiuso a vista il  6c (dato 6c+ nelle vecchie gradazioni) chiamato “Rank Xerox” molto bello, abbastanza impegnativo a livello fisico lo strapiombo finale ma ogni movimento è sempre molto prevedibile e di semplice lettura. La linea è spettacolare dovuta appunto alla forma di questa grotta che ci regala nella sezione finale piccoli strapiombi e sequenze che passano lungo archi naturali.

Sebbene la grotta sia magnifica e la qualità della roccia ci abbia lasciato senza parole dobbiamo descrivere diversi aspetti negativi di questo settore.

Il primo è che nella guida mancano diversi tiri e questo ci ha fatto perdere molto tempo per cercare di identificare le vie che volevamo fare. Il secondo è che le catene talvolta sono su un solo punto o legate con cordoni anziché con una catena metallica. Infine il terzo è che forse è il motivo peggiore per non preferire questo settore è che quando ci sono molte persone può diventare veramente rumoroso e poco piacevole.

Si conclude con la Grotta dell’Edera la nostra fuga a Finale. E’ stata veramente magnifica ed un toccasana per questo periodo in ci troviamo. Ha confermato nuovamente che Finale Ligure è un posto incredibile in particolare per scalare in inverno.

Se avete la possibilità di spostarvi e non sapete dove andare a scalare, Finale è sicuramente tempo ben speso e che merita più di una change.

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